Montorio, bocciato in consiglio l’impianto che trasforma i rifiuti

MONTORIO. L’impianto di trattamento dei rifiuti in contrada Trinità non si farà. Con sette voti contrari e sei favorevoli, l’assegnazione dei terreni al consorzio Montagne Teramane e Ambiente spa...
MONTORIO. L’impianto di trattamento dei rifiuti in contrada Trinità non si farà. Con sette voti contrari e sei favorevoli, l’assegnazione dei terreni al consorzio Montagne Teramane e Ambiente spa (Mote) per la realizzazione di un impianto di selezione e smistamento degli imballaggi e di lavorazione, recupero e valorizzazione di carta, plastica, metalli, vetro, sfalci e potature è stata bocciata. È il verdetto di un’accesa seduta consiliare, protrattasi fin quasi a mezzanotte, che ha visto scricchiolare l’amministrazione guidata dal sindaco Mario Ennio Facciolini. A mandarla sotto nella votazione è stato il consigliere Mario Colangeli che, proseguendo la sua battaglia per l’ambiente intrapresa ad inizio consiglio con il suo no convinto alla realizzazione dell’autodromo, si è opposto all’impianto del Mote.
Contro l’amministrazione anche le 431 firme dei residenti della zona, depositate agli atti durante l’assise civica dall’ex consigliere di maggioranza Giancarlo Di Marcantonio. «Quell’area per noi non è idonea», ha puntualizzato Di Marcantonio, anche a nome di Alessia Nori, «non ce l’abbiamo con il Mote» . Il consigliere di Forza Italia ha evidenziato la mancanza di condivisione dell’argomento. Una posizione condivisa anche dai consiglieri di minoranza Marco Citerei e Gabriella Zuccarini (Montorio che vive). «L’amministrazione», ha dichiarato Citerei, «ha trasformato un’opportunità, che è quella del riciclo e del riutilizzo, in un’avversità che le si è ritorta contro, non coinvolgendo i cittadini sulle tematiche della sicurezza e della localizzazione dell’impianto». Un tema, quello dei rifiuti, che per i consiglieri di “Montorio avanti insieme” Paolo Sacchini e Andrea Guizzetti «va trattato con attenzione e non con approssimazione». Per Sacchini, «un impianto del genere non può sorgere in un’area abitata e con criticità naturali legate al fiume Vomano».
Dura la replica dell’assessore all’ambiente Massimo Rastelli, che ha parlato di «tradimento in seno alla maggioranza di una persona che era al corrente del progetto e lo aveva condiviso. È un’occasione persa per Montorio», ha concluso, «poiché l’impianto avrebbe semplicemente ricevuto rifiuti per farne uscire materie prime, senza nessuna trasformazione. Sei unità lavorative all’apertura e 30 a regime andate in fumo, così le minoranze si preoccupano del lavoro?».
Catia Di Luigi
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