Montorio continua a perdere attività

Chiude storico alimentari, è l’ennesimo addio in centro: un declino legato a spopolamento e mancata ricostruzione
MONTORIO AL VOMANO. Saracinesche abbassate, insegne sbiadite e ricordi di un tempo dove regnava movimento e un viavai di gente. A giorni l’ennesima, storica attività commerciale del centro di Montorio, un alimentari aperto da oltre cent’anni in piazza Orsini, chiuderà i battenti per raggiunti limiti di età e mancanza di ricambio. I pochi esercenti rimasti cercano di resistere, mentre le attività chiuse non trovano nuovi proprietari: il centro cittadino non è più allettante e si preferisce investire in periferia.
Il centro storico di Montorio a seguito dei terremoti si è spopolato prima di residenti, per le numerose abitazioni inagibili, e poi delle attività commerciali: un declino partito con la delocalizzazione degli sfollati e proseguito con una ricostruzione arenata per dodici anni e che solo nell’ultimo periodo ha iniziato a ingranare. Nel 2021 gli aggregati fermi erano 34, tanto che l’appena eletto sindaco Fabio Altitonante aveva avviato gli avvisi di commissariamento. Non solo: i tanti sfollati, con una rilevante percentuale di anziani, costretti a lasciare le proprie abitazioni sono stati trasferiti sulla costa o nei due villaggi di casette di legno realizzati a ridosso della zona artigianale, ben distante dal centro storico. Inoltre, a causa delle opere di messa in sicurezza, anche il mercato settimanale è stato spostato dal corso, un incentivo in meno a percorrerlo a piedi. Un quadro che ha messo in ginocchio l’economia: solo sette le attività rimaste in piazza Orsini, qualcuna in più in corso Valentini. Le “pendèche”, i negozi presenti in centro, anni fa erano una quarantina: venivano chiamati con i soprannomi dei proprietari ed erano punti di ritrovo ai quali la docente Dilva Panzone ha dedicato un libro.
Un commerciante, Ugo Furia, proprietario di una storica tabaccheria, ha lanciato l’allarme sui social network: “Dalla piazza un’altra preoccupante chiusura. Qui si apre il capitolo della riflessione perché il centro storico versa sempre più in condizioni mai viste prima. Le attività rimaste sono eroiche, ma bella non è”. Il post ha scatenato dibattito: “Una volta le licenze andavano a ruba”, “Purtroppo il centro storico si va sgretolando”, “Gli eroi resistono, ma per quanto ancora se non torna la gente?” alcuni dei commenti.
Nell’ultimo anno c’è stato un balzo in avanti nella ricostruzione: parte della piazza e più di metà del corso sono interessate da impalcature con sei cantieri grandi avviati e due in partenza. Una notizia che fa ben sperare nel ritorno di residenti, ma le grosse impalcature e le protezioni dei cantieri creano difficoltà fino ad arrivare a coprire in parte o completamente i negozi. Un'attività che è dentro la recinzione è temporaneamente chiusa e probabilmente sarà costretta a spostarsi con il rischio che, trattandosi maggiormente di lavori riferibili al 2009, non venga riconosciuto alcun indennizzo. In questi giorni la mostra di Andy Wahrol è stata allestita in un palazzo centrale e gli eventi culturali vengono organizzati tutti in centro, ma non basta. «Montorio paga troppi anni di immobilismo e di anarchia nella presentazione dei progetti», ha spiegato il sindaco Altitonante, «dobbiamo recuperare dieci anni di ritardo che hanno prodotto lo spopolamento del centro storico con le sue attività. Siamo al fianco dei commercianti e capiamo le loro difficoltà. Sul sisma 2009 purtroppo non erano stati chiesti gli indennizzi, ma stiamo lavorando affinchè si possano prevedere dei ristori. In ogni caso il Comune è pronto a fare la sua parte».
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