Montorio: devono metterci nel cratere

21 Settembre 2016

Lettera del sindaco al sottosegretario all’Economia De Micheli: «I danni del 2016 hanno aggravato quelli del 2009»

MONTORIO. Rischia la chiusura il centro storico di Montorio, fortemente danneggiato dal sisma del 24 agosto. E con esso corrono il rischio abitazioni ed attività commerciali, che già nei prossimi giorni verranno sgomberate. Molto critica la situazione in piazza Martiri della Libertà, dove alcuni negozi, che di fatto si trovano sotto edifici lesi, preoccupano non poco l'amministrazione comunale, che sta attendendo gli esiti dei sopralluoghi della Protezione civile. Motivo questo che ha spinto il primo cittadino Gianni Di Centa a scrivere una lettera, consegnata ieri, al sottosegretario all'Economia Paola De Micheli. «Torniamo a ribadire», ha sottolineato Di Centa, «l'aggravamento e la sovrapposizione nel nostro Comune del sisma del 2016 a quello del 2009. Pertanto, chiediamo l'inserimento nel cosiddetto cratere sismico». Nella missiva, il primo cittadino parla di «provvedimenti immediati di somma urgenza già intrapresi tramite richiesta alla Dicomac». Ma, vista la situazione in rapida evoluzione per gran parte dei centri storici (soprattutto del capoluogo, Leognano e Collevecchio), chiede «che si proceda anche con interventi diretti della struttura di Protezione civile per scongiurare eventuali crolli o l'interdizione di ampie porzioni di edifici, che comporterebbero anche la sospensione delle attività commerciali del centro storico, che già soffrono lo spopolamento dovuto al precedente sisma. Chiediamo, in ogni caso che il decreto preveda forme di supporto economico e logistico agli esercizi che si dovessero vedere costretti ad interrompere l'attività a causa delle inagibilità».

Ad oggi, sono già 93 le inagibilità dichiarate su 306 sopralluoghi effettuati. Ben 23 le abitazioni sgomberate, che hanno interessato 60 persone che hanno fatto richiesta del contributo per autonoma sistemazione. Ma bisogna ancora verificare lo stato di altri 650 edifici. «Le maggiori criticità», ha spiegato l'assessore alla protezione civile e vicesindaco Andrea Guizzetti, «si rilevano soprattutto nel centro storico di Montorio e delle frazioni, dove ai danni del sisma del 2009 si aggiungono quelli del terremoto del 24 agosto 2016. Ci troviamo dunque nella necessità di disciplinare urgentemente il prosieguo dell'attività di validazione e completamento degli esiti, per evitare il blocco delle operazioni già avviate di ricostruzione del precedente sisma». La proposta avanzata dall'amministrazione dunque è quella di riaprire una "finestra temporale", che potrebbe coincidere con il periodo di osservazione (60 giorni) ai piani di ricostruzione recentemente adottati, per poter consentire di tener conto degli aggravamenti dovuti al sisma del 2016 e procedere speditamente all'approvazione dei piani e alla successiva ricostruzione.

Catia Di Luigi

©RIPRODUZIONE RISERVATA