Montorio, gli sfollati diventano 45

Salgono a 19 gli edifici inagibili, oggi terminano le verifiche sulle scuole
MONTORIO. E' destinato ad aumentare ancora il numero degli sfollati a Montorio, che salgono da 25 a 45. Ieri, infatti, si sono resi necessari nuovi sgomberi a seguito di alcuni controlli effettuati in alcune abitazioni, dichiarate inagibili. «Non sappiamo come sistemare queste persone», ha detto a caldo l'assessore alla protezione civile Andrea Guizzetti, «ad oggi siamo in difficoltà, tenendo conto che la situazione peggiora con il passare dei giorni. C'è necessità di una risposta urgente da parte della Protezione civile per la sistemazione degli sfollati, che per il momento si stanno arrangiando da soli presso parenti e amici».
Salgono dunque a 19 gli edifici privati inagibili. «La situazione peggiora mano a mano che facciamo i sopralluoghi» ha spiegato Guizzetti, «ci segnalano crepe e lesioni importanti in diversi edifici». Per quanto riguarda le scuole «abbiamo cominciato con le verifiche dei tecnici inviati dalla Regione, coadiuvati dai nostri tecnici comunali» ha aggiunto il sindaco Gianni Di Centa «domani le completeremo». Nel frattempo le segnalazioni pervenute al centro operativo comunale sono salite a 420.
TERAMO. Solo due delle sei famiglie sfollate residenti sul territorio comunale hanno accettato il contributo per l'autonoma sistemazione. Appena completata la pratica aperta dal Comune riceveranno dunque 600 euro mensili stanziati dal governo per la durata dell'emergenza. Le altre quattro famiglie costrette ad abbandonare le loro abitazioni hanno trovato ospitalità da parenti.
Vivono con terrore lo sciame sismico di questi giorni le famiglie teramane che abitano uno stabile di viale Crispi già lesionato dal sisma dell'Aquila e che adesso temono nuovi cedimenti. A farsi portavoce dell'apprensione di questa decina di famiglie del condominio "Milleluci", (accanto al punto vendita sportivo Kokoon), è il consigliere del Pd Flavio Bartolini che, foto alla mano, documenta la situazione. «Ci sono intonaci crollati e crepe vistose» spiega Bartolini, «i residenti hanno il terrore a rimettere piede in casa perché temono che nuove scosse possano provocare crolli». Bartolini spiega che l'immobile in questione aveva già presentato lesioni di tipo B nel sisma del 2009 e che la pratica per il rimborso dei lavori per la messa in sicurezza non era ancora chiusa tanto che è rimasta al vaglio dell'Utr, l'Ufficio territoriale della ricostruzione di Montorio. «Proprio a causa del fatto che la pratica precedente è ancora ferma, tra le famiglie serpeggia il timore che le nuove lesioni costringano a riaprire la pratica e ricominciare tutto da zero. Il che si traduce in tempi biblici visto che la pratica del condominio all'Ut era collocata al 60esimo posto. Ora il rischio di uno stallo delle pratiche è un problema che angoscia anche altri cittadini». (cdl-gdm-mdt)
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