Montorio, sette zone rosse in centro

Istituite per il pericolo di crolli sulle vie. Le case gravemente danneggiate sono 86, gli sfollati salgono a 109
MONTORIO AL VOMANO. Il terremoto di Amatrice ha stravolto il cuore antico di Montorio dove sono state istituite da ieri 7 zone rosse nel centro storico che conta 56 case gravemente danneggiate e classificate E, 30 case classificate F per rischio di crollo esterno, e un numero di sfollati salito a 109. Una cifra elevata che pone qualche problema di reperibilità di case da affittare. E' stato il sindaco Gianni Di Centa a spiegare il perché di questa ordinanza. «Dall'esito dei sopralluoghi effettuati da parte del gruppo tecnico di supporto (Gts)», ha detto, «sono emerse gravi problematiche connesse alla viabilità in centro storico. Per questo abbiamo adottato un'ordinanza urgente per garantire l'incolumità delle persone, evitandone l'esposizione a pericoli di crollo». Da ieri vige il divieto di accesso in diversi punti: l’angolo piazza Orsini-via del Forte, via dell'Ospedale vecchio, via Carlei, l'intera piazza Martiri della Libertà fino all'incrocio con via Beretra e via Di Giammarco, corso Valentini nell'innesto con via dei Sospiri e via Beretra. Divieti che hanno rivoluzionato il traffico nel centro storico, dove è stato istituito il doppio senso di marcia su via del Forte e via Patrizi e il divieto di sosta h24 su ambo i lati (con esclusione del parcheggio per disabili). Doppio senso di marcia anche su via Beretra da piazza Martiri fino a largo San Filippo e su via Di Giammarco (dall'innesto con via del Forte e fino a piazza Martiri). Disposto anche lo sgombero immediato di tutte le unità immobiliari comprese nelle zone rosse già transennate: tra queste anche due bar, una salumeria ed un negozio di calzature, sotto gli occhi sbigottiti dei passanti increduli di quanto stava accadendo.
Ma non finisce qui visto che le zone rosse potrebbero aumentare nei prossimi giorni, con l'arrivo di nuove squadre di agibilitatori accreditati dalla Dicomac di Rieti, che continueranno a monitorare la situazione e completare i sopralluoghi. «Ne sono stati effettuati 600», ha puntualizzato l'assessore alla protezione civile Andrea Guizzetti, «a fronte di 1300 richieste e in cui 171 abitazioni sono risultate inagibili. Ma manca ancora la metà dei sopralluoghi. Per questo ieri, nel corso della riunione con il governatore Luciano D'Alfonso e gli altri sindaci del cratere, abbiamo chiesto più squadre di tecnici e agibilitatori. «Auspichiamo», ha detto Guizzetti, «che l'ufficio speciale per la ricostruzione venga istituito a Montorio. Metterlo altrove significherebbe rallentare la ricostruzione per il sisma del Centro Italia, e rischierebbe il blocco quella già avviata del terremoto del 2009. Comprendiamo gli animi di chi vive nel centro storico ed è stato costretto a lasciare la propria abitazione o attività commerciale, ma tutto ciò è stato necessario per l'incolumità pubblica. Stiamo lavorando per limitare il tempo deldisagio».
Catia Di Luigi
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