Montorio si sveglia al suono della fanfara dei bersaglieri

18 Febbraio 2019

Le allegre note accolte nelle strade dall’applauso di tante persone I militari: «Un po’ di gioia a questa cittadina colpita dal sisma»

MONTORIO. Montorio si è risvegliata ieri mattina, con l’allegra musica della fanfara dei bersaglieri “La Dannunziana”, che ha risuonato per le vie del centro storico. Partito alle nove in punto da largo Rosciano, il corteo ha attraversato via della Vittoria e via De Angelis, per poi soffermarsi davanti al monumento dei caduti per la deposizione della corona. Il corteo, con in testa il sindaco Mario Ennio Facciolini e gli amministratori è ripartito alla volta di piazza Orsini, dove uno scroscio di applausi ha accolto la fanfara che si è esibita in concerto. «E’ un omaggio», ha detto il generale Giuseppe Perrotta, «che vogliamo fare a questa cittadina colpita duramente dagli eventi sismici. Con il nostro suono di tromba vogliamo portare un po’ di gioia, allegria e speranza a Montorio e nei paesi del cratere, che è nostra intenzione visitare». Un gesto sicuramente apprezzato dai tanti montoriesi presenti, che hanno ascoltato le allegre note degli oltre 70 cappelli piumati diretti dal maestro Tino Tonelli. «I bersaglieri suonando mentre corrono», ha detto Lorenzo Valleriani, consigliere delegato alla cultura, «invitano le istituzioni ad andare avanti speditamente nella ricostruzione». Tra i bersaglieri presenti anche qualcuno in divisa storica della Prima guerra mondiale con tanto di bicicletta d’epoca. Uno scambio di doni fra il primo cittadino e il generale Perrotta ha suggellato la giornata: il Comune ha omaggiato i bersaglieri con il mascherone in terracotta realizzato dai ragazzi dell'istituto comprensivo Montorio-Crognaleto e con alcuni volumi che raccontano la storia del territorio, mentre, i bersaglieri hanno regalato a Montorio il proprio crest, uno scudo in legno con l’emblema del Corpo. Anche il gruppo alpini di Montorio, guidati da Rocco De Angelis, hanno voluto rendere omaggio ai bersaglieri con il proprio gagliardetto e con la condivisione del rancio alpino, che ha sancito il gemellaggio fra i due gruppi.
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