Montorio, triste primato: già 71 sfollati

Il numero è destinato a crescere: è il comune più colpito in provincia. A Cortino le ordinanze di inagibilità salgono a 37
TERAMO. La conta dei danni causati in provincia dal sisma del 24 agosto continua a crescere implacabilmente.
MONTORIO. A distanza di 12 giorni dal terremoto di Amatrice sale a 71 il numero degli sfollati di Montorio, che purtroppo è destinato a salire ancora nelle prossime ore, perché l'assessore alla protezione civile Andrea Guizzetti parla di altri possibili sgomberi di abitazioni private. 29 in totale, ad oggi, gli edifici privati dichiarati inagibili. Due invece quelli pubblici danneggiati, per cui parzialmente inagibili: palazzo Patrizi e la sala civica. Sette le chiese danneggiate dal sisma. Aumentano di giorno in giorno le segnalazioni pervenute al centro operativo comunale, arrivate a quota 707. Si è fatta, intanto, chiarezza sulla sistemazione degli sfollati per i quali - secondo quanto riferito dall'assessore alla protezione civile Andrea Guizzetti, che venerdì ha incontrato con il sindaco di Montorio Gianni Di Centa a Montereale il presidente della Regione Luciano D'Alfonso, il commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani e il capo del dipartimento della Protezione civile Fabrizio Curcio - verrà attivata la procedura come previsto dall'ordinanza 388 della Protezione civile del contributo per l'autonoma sistemazione. «Siamo in attesa», ha spiegato il vicesindaco, «che vengano i tecnici della Protezione civile abilitati alla redazione delle schede Aedes, schede di primo livello del rilevamento del danno. In base alla ricognizione finale da essi effettuata», ha concluso Guizzetti, «verrà stabilito il perimetro del cratere. Sicuramente Montorio è il comune più danneggiato e con il maggior numero di evacuati nel Teramano».
ALTRI COMUNI. Aumentano le verifiche nei comuni dell’entroterra e cresce l’ammontare dei danni e il numero degli sfollati. A Rocca Santa Maria sono state emesse ieri altre ordinanze di sgombero di abitazioni private e sono state accertate altre tre case con danni gravi per le quali verrà dichiarata l'inagibilità nei prossimi giorni. Gli sfollati sono attualmente sei e una settantina di persone trascorre la notte nelle 13 tende attrezzate sul territorio. Il numero delle segnalazioni in municipio è in aumento e per oggi è previsto l’inizio dei controlli da parte della Protezione civile. A Cortino sono state emesse già 37 ordinanze di sgombero e inagibilità di abitazioni private con una trentina di sfollati. Le verifiche della Dicomac sono attese già da domani. A Colledara su 270 richieste di sopralluogo pervenute in municipio sono stati effettuati 140 controlli con quattro ordinanze di inagibilità e sgombero, nove abitazioni nelle quali sono state accertate lesioni pericolose e tutte le altre con lesioni non strutturali. Per i sei sfollati il Comune sta cercando una sistemazione. A Castel Castagna negli ultimi giorni sono stati rilevati danni nelle ex scuole elementare e materna non più in uso e il crollo del tetto nella chiesa di San Rocco nella frazione di Villa Salsa che aveva subito nel 2009 il crollo del campanile.
IL CASO BRAGA. La ricerca di una sede per il conservatorio Braga deve rientrare tra le emergenze innescate dal terremoto. E' quanto ieri pomeriggio ha chiesto al prefetto Graziella Patrizi la delegazione guidata dal presidente dell'istituto musicale Sergio Quirino Valente. Gli uffici dell'Archivio di Stato in corso Porta Romana, di proprietà del demanio, restano la collocazione più concreta possibile per studenti e docenti del Braga, che si ritrovano senza spazi per le attività didattiche. Dopo la dichiarazione d'inagibilità della sede storica in piazza Verdi, dove il Braga sarebbe dovuto tornare in seguito al recente accordo con il Comune, e l'impossibilità di continuare a utilizzare i locali del Comi, anch'essi lesionati, gli oltre 400 iscritti e il personale non hanno potuto avviare l'anno accademico, la cui apertura era fissata in questi giorni. Da qui la richiesta della delegazione, composta anche dal direttore dell'istituto Federico Paci e dal presidente del comitato civico che sostiene l'antica istituzione musicale Francesco Capanna, di un interessamento diretto e concreto da parte del prefetto. Graziella Patrizi ha assicurato il proprio impegno per sbloccare la situazione che oggi sarà descritta in una nota ufficiale firmata dai vertici del Braga e indirizzata alla prefettura. Il passaggio chiave dell'operazione sta nel rientro in possesso da parte del demanio della struttura di corso Porta Romana, non ancora riconsegnata dall'Archivio di Stato. (c.d.l.-a.d.f.-g.d.m.)
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