Montorio è senza chiese, prime comunioni all’aperto

12 Giugno 2017

MONTORIO. E’ festa a Montorio ma senza le campane che hanno sempre scandito i momenti più gioiosi della comunità e senza le mura di una chiesa. E’ festa per i 16 bambini che ieri mattina hanno fatto...

MONTORIO. E’ festa a Montorio ma senza le campane che hanno sempre scandito i momenti più gioiosi della comunità e senza le mura di una chiesa. E’ festa per i 16 bambini che ieri mattina hanno fatto la prima comunione all’aperto, ai giardini pubblici di via degli Orti, dove la comunità si è riunita insieme al parroco don Nicola Iobbi nei gazebo allestiti per l’occasione, vista la chiusura di tutte e cinque le chiese del centro storico: San Rocco, Sant’Antonio, San Filippo, I Cappuccini e gli Zoccolanti.
Una festa bella, che lascia però un po’ di amaro in bocca ad una comunità che da ottobre si riunisce sotto ad un tendone allestito di fretta e furia dall'amministrazione comunale per l’emergenza, nei giorni immediatamente successivi al terremoto del 24 agosto per ospitare nelle prime settimane gli sfollati che avevano casa inagibile. Dopo il terremoto di ottobre quel tendone divenne la chiesa temporanea molta fredda durante l’inverno, dove passavano aria e acqua essendo fissata direttamente sull’asfalto, e troppo calda ora che il sole picchia. E intanto il tempo scorre, sono passati 8 mesi, le chiese restano chiuse e diverse coppie di giovani sposi che attendevano il matrimonio sono costrette ad andare fuori. «Abbiamo atteso fino alla fine con la speranza che riaprisse almeno una chiesa», è il commento di Eleonora e Alfonso che si sposeranno il 23 luglio, «è un peccato. Eravamo legati alla nostra parrocchia dove siamo cresciuti, ma ci sposeremo altrove». (c.d.l.)