Morì a casa di amici, c’è il processo

20 Ottobre 2023

Roseto, in due sono accusati dalla Procura di non aver soccorso la ragazza 

ROSETO. Si è aperto ieri mattina il processo per la morte di Francesca Martellini, la 24enne di Roseto che nel 2021 venne trovata senza vita nell’abitazione di due amici a Pineto.
Davanti al giudice monocratico Emanuele Ursini sono a giudizio in due: si tratta di Luca Di Donato, 38 anni di Pineto, e di Marianna Lo Bartolo, 27 anni, di Roseto. L’uomo (difeso dall’avvocato Gianluca Totani) è accusato di omissione di soccorso aggravata dalla morte e di cessione di sostanze stupefacenti, mentre la donna (difesa dall’avvocato Daniele Contrisciani) è accusata di omissione di soccorso aggravata dalla morte. Il padre della ragazza e il fratello si sono costituiti parte civile (il primo assistito dall’avvocato Alessandro Recchiuti, il secondo dall’avvocato Luca Pilotti). Dopo l’ammissione dei mezzi di prova, l’udienza è stata aggiornata a febbraio per l’audizione dei primi testi della Pubblica accusa rappresentata dal pm d’udienza Monica Speca. Secondo la Procura, così si legge nel capo d’imputazione, i due « avendo percepito lo stato di pericolo in cui versava Francesca Martellini omettevano di prestarle la necessaria assistenza chiamando tempestivamente i soccorsi, così concorrendo a cagionarne il decesso». Un’inchiesta complessa e delicata che sin dall’inizio ha avuto necessità di quelle certezze scientifiche che possono arrivare solo da specifiche indagini medico legali disposte all’epoca dalla Procura. Con una convinzione di fondo che la Procura ha messo in capo ai primi atti firmati: quella che la 24enne sia stata male per svariate ore prima che i due amici che la ospitavano decidessero di chiedere aiuto e di chiamare il 118 con gli operatori che quando arrivarono trovarono la giovane deceduta. Accuse, quelle sostenute dalla Procura, che ora dovranno essere provate nel corso del dibattimento.(d.p.)
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