Morbo di Alzheimer Sono 1.320 i pazienti in cura alla Asl

21 Settembre 2016

Serroni: «Ma si stima che i malati siano circa 6.500» I centri di valutazione sono 4, c’è l’assistenza a domicilio

TERAMO. Dimenticare se stessi. Oggi si celebra laXXII Giornata mondiale Alzheimer ed è l’occasione per fare il punto su quella che è la situazione della diffusione e cura della demenza in provincia di Teramo.

Sì, perchè sarebbe più corretto, spiega Luigi Olivieri, neurologo della Asl, definire demenza quella o quelle patologie che causano decadimento cognitivo (in primis perdita di memoria) e successivamente anche quello comportamentale (scambiare la notte e il giorno, scatti d’ira, denudarsi in pubblico, ad esempio). E fra queste patologie c’è il morbo di Alzheimer che però alla fine per convenzione finisce per includere tutti i tipi di demenza causati da degenerazioni vascolari.

In provincia di Teramo si stima ci siano circa 6.500 persone malate di demenza, più o meno il 9% della popolazione ultra65enne. Di queste, 1.320 sono seguite nelle strutture della Asl. «Per la gestione dei pazienti affetti da demenza sono attivate in provincia di Teramo 4 unità valutazioni Alzheimer afferenti ai quattro centri di salute mentale della Asl d ove vengono effettuate visite per la diagnosi di demenza e ove vengono seguiti a cadenza periodica i pazienti affetti da tale patologia», spiega Nicola Serroni, direttore del Csm di Teramo. Dal 2011 è stato attivato nella Asl il progetto “hub and spoke” per creare una rete di riferimento al paziente affetto da demenza e alla sua famiglia. L'obiettivo è ottimizzare i percorsi diagnostici e terapeutici, soprattutto a domicilio del paziente, in modo da migliorare la qualità della vita sua e dei familiari e ridurre i ricoveri o, almeno, ritardarli. Sul territorio lavorano una decina di infermieri e attualmente cinque medici.

«Il progetto “hub and spoke” ha permesso di ottenere i seguenti risultati: il tasso di ricovero per la malattia di Alzheimer ha mostrato una riduzione netta del -36% nella Asl di Teramo tra il 2011 e il 2016 (periodo di attivazione del progetto) con azzeramento sempre nello periodo della mobilità passiva per ricoveri per questa patologia», spiega Serroni, «da una rilevazione interna si è inoltre osservato che si sono quasi azzerati gli accessi di pazienti affetti da demenza al pronto soccorso soprattutto di notte e nei festivi, sicuramente grazie al progetto e ai “case manager” dello stesso (cioè gli infermieri, ndr)». Il progetto di assistenza a domicilio coinvolge 1.213 pazienti con demenza medio-grave. La richiesta delle famiglie è soddisfatta solo parzialmente. L’assistenza dovrebbe essere potenziata creando un servizio diurno, in grado di alleviare il peso della gestione di malati così impegnativi. Senza contare che non c’è un posto letto in strutture pubbliche dedicato ai malati di Alzheimer: la Asl sta realizzando una struttura a Colleranesco: è in fase di ultimazione, ma l’apertura tarda ad arrivare. ©RIPRODUZIONE RISERVATA