Morra: «Corro da solo I grandi nomi sono a casa»

Il candidato di Fratelli d’Italia per la Camera promette impegno e integrità «Sono della destra sociale, vicina al popolo. Con noi ci sono tanti giovani»
TERAMO. «Sto a correre solo io in provincia di Teramo: i grandi nomi sono a casa, non li hanno candidati». Giandonato Morra apre così la sua campagna elettorale in città. Lo fa con questa frase, scandita in un misto d’inflessione teramana e foggiana, che scatena l’applauso dell’affollata platea dell’hotel Abruzzi. Il capolista di Fratelli d’Italia nel collegio proporzionale per la Camera rivendica le sue radici, ricorda la sua riluttanza ad aderire ad Alleanza nazionale dopo la svolta di Fiuggi per essere rimasto vicino a Pino Rauti, ma sottolinea la sua appartenenza a una «destra di popolo, moderata e che non si rivolge al passato».
Non si sente, insomma, solo un «candidato di Fratelli d’Italia», ma un riferimento per la coalizione e anche per chi «non è del nostro partito». Così cita la presenza in sala di sindacalisti con cui ha trattato quando era assessore regionale ai trasporti, di colleghi reduci dall’esperienza nel Pdl, come l’ex vicesindaco Mirella Marchese e gli ex consiglieri comunali provenienti dall’Ndc Pasquale Tiberii e Luca Corona, che non hanno assecondato la virata verso l’accordo elettorale con il Pd dei “Civici e Popolari” di Paolo Tancredi, ma sopratutto chiama in causa i giovani dirigenti teramani di Fdi. Sono loro le espressioni più evidenti di quella che Morra definisce la politica a «effetto ciliegia» che rifugge l’arroccamento sulle posizioni dei soliti protagonisti irremovibili e buoni per tutte le stagioni. «Potevo fare il vicesindaco, sarebbe stato un incarico prestigioso», osserva, «ma non l’ho voluto perché non mi ero candidato per questo». Morra promette «impegno, lavoro, abnegazione, serietà» e quell’integrità morale che gli ha permesso di non essere neppure scalfito dall’inchiesta che ha coinvolto la giunta regionale di cui faceva parte. «La guardia di finanza ha scritto che il mio comportamento è stato irreprensibile», tiene a evidenziare, «e sarà sempre così perché altrimenti non riuscirei a dormire la notte». Ricorda i fondi stanziati da assessore per il porto di Giulianova, «l’unico finanziamento reale che c’è nel Masterplan», l’acquisto di otto nuovi treni «che poi sono stati inaugurati da D’Alfonso senza che fossi invitato» e il finanziamento del progetto per lo svincolo in realizzazione nei pressi del cimitero per aggirare i passaggi a livello di Villa Pavone e Cartecchio. Al suo fianco, oltre alla candidata per il maggioritario alla Camera Lucrezia Rasicci, ci sono Antonio Tavani, in corsa per il Senato, e la bellantese Marilena Rossi, in lista con lui per Montecitorio. «Non abbiamo catapultati da altri territori», spiega il coordinatore ed ex consigliere comunale Raimondo Micheli, «ma rappresentanti locali che lavorano e conoscono il territorio». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

