Morto a 16 anni, si decide sull’autopsia

Tragedia a Roseto, il pm attende gli esiti delle prime indagini. Per le analisi su pc e cellulare ci vorranno settimane
ROSETO. A cavallo della Pasqua l’inchiesta sulla tragica fine del 16enne rosetano che nella notte tra venerdì e sabato è stato trovato dal fratello minore impiccato nella sua camera da letto con la cintura dei pantaloni ha mosso i primi passi e oggi potrebbero esserci le prime novità. Il pubblico ministero Francesca Zani deve innanzitutto decidere se disporre o meno l’autopsia. Sembra più probabile che l’esame sul corpo del ragazzo non ci sarà, perché appare inequivocabile il fatto che sia morto per strangolamento e perché la prima ispezione condotta da un medico legale poco dopo il ritrovamento del corpo non ha riscontrato lesioni che potrebbero far pensare al coinvolgimento di terzi. Tuttavia l’ipotesi che si svolga l’autopsia non è ancora da escludere.
La decisione del magistrato a quanto pare dipenderà dai primi accertamenti svolti nelle ultime 48 ore dai carabinieri di Roseto interrogando familiari e amici del ragazzo, che non ha lasciato alcun messaggio per spiegare un eventuale gesto estremo e che non risulta soffrisse di depressione. Sul tavolo resta ancora l’ipotesi di un tragico gioco, forse indotto dalle sfide estreme lanciate sul web e in voga tra gli adolescenti. Per questo il pm Zani ha disposto il sequestro del personal computer e del cellulare del 16enne, ma perché uno specialista concluda un’analisi su cosa è contenuto nei dispositivi ci vorranno delle settimane.
L’impressione è che la tragedia che ha colpito innanzitutto la famiglia del giovane, di origini romene ma molto bene integrata, e l’intera comunità cittadina, in particolare quella scolastica dell’istituto Moretti, potrebbe restare per sempre senza un perché. (red.te)

