Morto dopo l’esame in ospedale La Procura: «Processo a 3 medici»

25 Agosto 2024

Il caso del 68enne Auricchiella deceduto per un attacco cardiocircolatorio dopo una colonscopia Il pm chiede il rinvio a giudizio. Il figlio: «Confido nella giustizia, ma nessuno potrà ridarmi mio padre»

TERAMO. I fascicoli giudiziari scandiscono tragedie che con il tempo possono solo diventare più dolorose. Soprattutto per le parti offese che attendono risposte sospese tra le sequenze di atti e procedimenti i cui tempi (lunghi) sono sempre più distanti da quelli della vita reale.
A due anni dall’avvio delle indagini, la Procura chiede il processo per i tre medici accusati di omicidio colposo per la morte di Carlo Auricchiella, conosciutissimo amministratore di condominio, deceduto a 68 anni a maggio del 2022 all’ospedale di Teramo a causa di un attacco cardiocircolatorio insorto dopo aver fatto l’esame della colonscopia. Dopo varie consulenze mediche (quella disposta dall’autorità giudiziaria e quella presentata dagli stessi familiari), la Procura teramana (pm titolare del fascicolo Silvia Scamurra) ha fatto richiesta di rinvio a giudizio come atto successivo all’avviso di conclusione.
La parola ora passa al giudice per le udienze preliminari che dovrà decidere se accogliere la richiesta del processo o disporre il non luogo a procedere per gli indagati. Va precisato che uno dei nomi iscritti inizialmente è stato stralciato e al suo posto ne è entrato un altro. L’inchiesta, aperta dalla Procura dopo l’esposto presentato all’epoca dai familiari, ha visto come primo atto l’acquisizione delle cartelle cliniche e l’autopsia. Esame fondamentale per capire se ci fosse stato un collegamento di causa effetto tra l’esame e il successivo attacco cardiocircolatorio.
«Niente e nessuno potrà ridarmi il mio papà ma voglio confidare nella giustizia per avere risposte», dice Francesco Auricchiella, figlio unico del 68enne e noto chef teramano, «mio padre era una persona che faceva molti controlli medici perché conosceva il valore della prevenzione e quindi si controllava. Poi soffriva di diverticoli e quindi faceva spesso l’esame della colonscopia. L’aveva già fatta tante altre volte. Sappiamo solo che quella mattina è uscito di casa e non è più tornato». Un pensiero lo rivolge alla mamma venuta a mancare l’anno scorso e fino all’ultimo insieme a lui nel chiedere giustizia. «Mia mamma è stata consumata da un profondo dolore», continua Auricchiella, «è venuta a mancare l’anno scorso e fino all’ultimo ha chiesto che fosse fatta chiarezza, che ci dicessero perché il mio papà non c’è più. Io mi auguro tanto che la giustizia possa darci risposte, ma oggi c’è tanta amarezza anche perché mia mamma in questo momento non c’è più e lei fino all’ultimo momento della sua vita ha chiesto risposte. Se e quando arriveranno lei, purtroppo, non ci sarà».
©RIPRODUZIONE RISERVATA