Morto in casa, disposti altri esami
Trovato dopo sette giorni, l’autopsia non basta a chiarire le cause
TERAMO. L’autopsia non chiarisce le cause della morte di Andrea Pedicone, il 51enne teramano trovato senza vita nella sua abitazione di via Paolucci, nel centro di Teramo, dopo una settimana. L’unica certezza, così come stabilito dall’inizio, è che l’uomo non è morto per cause violente. L’esame è stato eseguito dall’anatomopatologo Gina Quaglione su incarico del pm Francesca Zani. Nel corso dell’esame sono stati fatti prelievi per fare nuovi esami. Tra le ipotesi non si esclude quella di un malore. L’uomo, figlio di Carmine ex presidente del Teramo calcio negli anni settanta, sabato pomeriggio è stato trovato in avanzato stato di decomposizione dai vigili del fuoco intervenuti dopo la telefonata di alcuni vicini allarmati dall’odore proveniente dall’appartamento. Da una prima indicazione sembra che la morte risalga almeno a una settimana prima.
L’uomo è stato trovato riverso a terra nel salone, vicino al divano. Come se fosse improvvisamente caduto. Va detto che in casa non sono stati trovati segni di effrazioni né altro che possa far ipotizzare la presenza di altre persone. Nell’abitazione non sono state trovate siringhe o altro materiale legate al consumo di sostanze stupefacenti e per questo non si esclude l’ipotesi che a provocare la morte possa essere stato un improvviso malore. L’uomo, che al momento era senza occupazione, viveva da solo nell’appartamento di via Paolucci.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

