Morto in ospedale per un’ infezione: affidata la super perizia sulle cause

13 Giugno 2024

Il giudice ha chiesto di accertare se le scelte fatte siano state adeguate alle condizioni del paziente Tra novanta giorni sono previste la riconsegna e una nuova udienza, ci sono dieci medici indagati 

TERAMO. Sarà una super perizia, con la formula dell’incidente probatorio e quindi alla presenza di consulenti nominati da tutte le parti, a dover fare definitiva chiarezza sulle cause della morte del 66enne teramano Fernando D’Ostilio, deceduto il 30 maggio dell’anno scorso all’ospedale Mazzini dove era ricoverato da oltre un mese. Per quella morte, che secondo il responso dell’autopsia è stata provocata da un’infezione insorta dopo alcuni interventi chirurgici, sono indagati dieci medici.
La super perizia ieri è stata affidata dal giudice Roberto Veneziano al medico legale Claudio Rigo di Venezia e a Saverio Donato Pianalto di Padova, chirurgo specialista in chirurgia addominale. Con un quesito ben preciso: stabilire se le scelte fatte, a cominciare da quelle chirurgiche, siano state quelle più congrue con le condizioni del paziente. Il termine di riconsegna della perizia è stato fissato in 90 giorni e la nuova udienza è stata già fissata per il mese di ottobre. La richiesta di incidente probatorio fatta al gip è del pm Monia Di Marco ed è stata depositata dopo che nei mesi scorsi è rientrata la consulenza disposta all’epoca dell’autopsia e quindi in quanto accertamento irripetibile alla presenza di consulenti nominati dagli indagati e dai familiari dell’uomo. Secondo questa consulenza non ci sarebbero state responsabilità mediche. Così a questo proposito si legge nell’atto: «La non attribuibilità del decesso del D’Ostilio a condotta colposa penalmente perseguibile dei sanitari che ebbero ad assisterlo; non emergono condotte omissive ovvero ritardi, sia diagnostici che terapeutici, che possano essere incastonati nel processo deterministico del decesso di D’Ostilio». Di diverso avviso quella depositata dal consulente delle parti offese (i familiari delle vittime rappresentati dall’avvocato Paola De Federicis) secondo cui, invece, ci sarebbero state delle condotte colpose. Conclusioni diverse e contrastanti: da qui il nuovo accertamento medico-legale. D’Ostilio, ex dipendente Team molto conosciuto, morì all’ospedale Mazzini di Teramo dopo essere stato sottoposto ad alcune operazioni chirurgiche. Era stato ricoverato per una patologia al rene e successivamente sottoposto ad alcuni interventi nel corso di un ricovero durato oltre un mese. Dopo la morte i familiari presentarono una denuncia da cui partì l’inchiesta con il sequestro della documentazione medica e l’autopsia. Proprio in previsione di un accertamento irripetibile come l’autopsia i dieci avvisi di garanzia inviati ad altrettanti medici ospedalieri.
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