Morì cuocendo arrosticini, via al processo

4 Ottobre 2017

Martinsicuro, ustioni letali a causa della fornacella accesa con l’alcol: sotto accusa i titolari di un bar

MARTINSICURO. Si è aperto, con l’audizione dei primi testi della pubblica accusa (rappresentata dal pm Andrea De Feis), il processo per la morte di Pino Fasciocco, il 61enne di Martinsicuro che nell’agosto del 2013 si ustionò mentre stava cuocendo arrosticini a causa di un ritorno di fiamma provocato dall’alcol spruzzato sulla carbonella. L’uomo morì dopo due settimane di agonia all'ospedale Cardarelli di Napoli dove era arrivato in gravi condizioni per ustioni sul 40 per cento del corpo, soprattutto al viso e agli arti superiori. A processo per omicidio colposo ci sono due fratelli titolare del bar dove quella sera l’uomo si trovava a cuocere gli arrosticini anche se non era dipendente del locale. Nel corso dell’udienza di ieri davanti al giudice monocratico Flavio Conciatori sono sfilate molte delle persone che quella sera si trovavano nel locale.
Il dramma si era consumato la sera del 2 agosto. Tutto era successo in un attimo, davanti alla fornacella degli arrosticini e sotto gli occhi di alcuni dipendenti del bar in cui era prevista una serata karaoke. Invece la festa era finita prima di cominciare, nella maniera più inaspettata e drammatica. L’uomo, marittimo in pensione, per dare vigore alla fiamma e trasformare il carbone in brace, lo aveva alimentato con alcol etilico con il fuoco acceso. Secondo la ricostruzione dei carabinieri di Martinsicuro l’uomo avrebbe premuto sul contenitore in plastica facendo uscire il liquido infiammabile in direzione del grill. In un secondo c’era stato un rirtono di fiamma che gli aveva fatto esplodere in mano la bottiglia di plastica. I presenti erano immediatamente intervenuti per aiutarlo e in poco tempo era stato soccorso dall’ambulanza del 118.(d.p.)
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