Morì sul lavoro, in aula parla un collega

10 Aprile 2024

Nuova udienza per l’incidente al 31enne schiacciato da un rullo in una ditta di Civitella del Tronto 

TERAM. Stefano Chiodi, operaio di 31 anni di Civitella del Tronto, morì a dicembre del 2017 schiacciato da un macchinario mentre stava lavorando all’interno della ditta Simplast, nell’area artigianale della frazione di Santa Reparata di Civitella del Tronto.
Una morte per la quale ieri mattina c’è stata una nuova udienza davanti al giudice monocratico Marco D’Antoni. Il processo, infatti, sconta ritardi legati al periodo del Covid e al passaggio da un giudice all’altro.
Due gli imputati per omicidio colposo: l’allora amministratore della Simplast e l’amministratore della Emmeg, la ditta per cui lavorava la vittima.
Al momento della tragedia il 31enne stava lavorando per conto della Emmeg alla manutenzione di un rullo grafico all’interno della Simplast quando rimase schiacciato dal pesante macchinario che non gli lasciò scampo. Il giovane morì infatti sul colpo a causa della gravità delle ferite riportate, con i soccorsi che si rivelarono inutili.
La stessa autopsia, condotta dal medico legale Gina Quaglione, confermò come la morte dell’operaio fosse stata provocata dalle numerose fratture alla testa – in particolare fratture temporo-parietali bilaterali e alle base del cranio – causate dallo schiacciamento.
Secondo l’accusa (in aula il pm Elisabetta Labanti) entrambi gli imputati, nelle rispettive posizioni, non avrebbero messo in atto tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza. Nell’udienza di ieri è stato ascoltato un collega della vittima che ha ricostruito come il macchinario in quei giorni avesse una parte rotta e fosse in attesa di un intervento di manutenzione.(d.p.)
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