Mosciano, contro il biodigestore ci sono già tre ricorsi al Tar

5 Novembre 2019

Li hanno presentati la Deco di Pescara e la Cobeco Costruzioni dell’imprenditore locale Beccaceci mentre il Comune sta preparando il proprio. La consigliera Baldini: riunite la commissione ambiente

MOSCIANO. Pioggia di ricorsi al Tar contro la realizzazione di un biodigestore, un impianto che produrrebbe biometano lavorando rifiuti organici, nella zona del quartiere Stazione. Il primo è stato presentato dai legali dalla Deco spa di Pescara ed è stato notificato anche al Comune di Mosciano, mentre il secondo è stato messo in piedi dagli avvocati della Cobeco Costruzioni srl, che fa capo all’imprenditore Vittorio Beccaceci. Un terzo ricorso, inoltre, sulla scorta dell’incarico affidato dalla giunta all’avvocato Lorenzo Sabatini, verrà presentato dal Comune di Mosciano, con l’obiettivo di rendere inefficace l’ultima autorizzazione rilasciata dalla Regione Abruzzo lo scorso 30 ottobre. Ieri si era diffusa la voce che il ricorso del Comune non sarebbe stato presentato nei termini, ma in ambienti dell’amministrazione comunale si è appreso che addirittura ci sarebbe tempo fino a fine dicembre per presentarlo. Lo scontro in tribunale è dunque rimandato al 2020, l’anno in cui era previsto l’avvio dell’intervento di cui a Mosciano si parla molto.
Sulla vicenda ha preso posizione la consigliera comunale di opposizione Nadia Baldini, che lo scorso 30 ottobre ha inviato una lettera al sindaco Giuliano Galiffi, all’assessore all’ambiente Antonio Burrini, a tutti i colleghi consiglieri e ai comitati “Selva Piana Sana e Pulita” e “Stazione”. Baldini nella missiva esordisce affermando di essere «sempre stata contraria all’ubicazione prescelta per la realizzazione di un impianto di produzione di biometano da digestione anaerobica di fonti rinnovabili avanzata dalla società Ctip Blu srl». La consigliera sottolinea che la critica non è rivolta all’impianto stesso, ma alla scelta territoriale ove verrà ubicato, in un’area già fortemente sfruttata a livello ambientale e inoltre senza il coinvolgimento della cittadinanza residente. «Non vi è chi non veda», afferma Baldini, «come ancora una volta si procede, allo spirare del termine, a conferire incarico legale omettendo però il fondamentale coinvolgimento della commissione consiliare competente in materia di ambiente, al fine di discutere le azioni necessarie per tutelare l’interesse collettivo». La consigliera, la più votata in assoluto alle ultime elezioni comunali di maggio, ricorda al sindaco Galiffi che la commissione ambiente si è riunita due sole volte in due anni per una tematica importante. Da qui la richiesta, in attesa della pubblicazione del provvedimento regionale, della convocazione urgente della commissione con la partecipazione dei comitati cittadini. Baldini conclude la missiva ribadendo la ferma posizione contraria alla nascita dell’impianto e mettendosi a disposizione per collaborare al fine di tutelare il territorio.
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