Mosciano, genitori in rivolta contro il nuovo orario scolastico

Nel mirino del comitato di mamme e papà del “Cardelli” c’è la delibera del consiglio d’istituto che ridisegna l’assetto delle lezioni da settembre. Finora le richieste di modificarla sono state respinte
MOSCIANO. Sul cambiamento dell’orario scolastico per l’anno 2022-2023 dell’istituto comprensivo di Mosciano-Bellante si sta innescando un confronto-scontro che non conosce precedenti. Ad accendere le polveri è stato il comitato genitori dell’istituto comprensivo “Cardelli” pubblicando sulla propria pagina Facebook una lettera di tre pagine inviata a tutti i genitori degli alunni dell’istituto, ma anche alle istituzioni coinvolte. Nella missiva si ripercorrono tutte le tappe della vicenda che per ora hanno determinato, da come si coglie, un nulla di fatto.
Il comitato si è mosso a seguito delle polemiche e lamentele insorte dopo la definitiva approvazione, da parte del consiglio di istituto del “Cardelli”, della cosiddetta “settimana corta” che, salvo stravolgimenti, dovrebbe partire nel prossimo mese di settembre: gli alunni non andrebbero a scuola il sabato e farebbero più ore di lezione dal lunedì al venerdì. Il pomo della discordia non è rappresentato dalla settimana corta in sé, ma dagli orari conseguenti spalmati sugli altri giorni dal lunedì al venerdì. In tal senso il comitato si è fatto prima promotore di una raccolta di firme da parte dei genitori posta all’attenzione del sindaco di Mosciano Giuliano Galiffi e del dirigente scolastico Roberto Puliti. Successivamente il comitato stesso ha avanzato richiesta per un incontro con le istituzioni interessate avanzando una proposta di rimodulazione degli orari. Gli stessi, come viene sostenuto dai rappresentanti dei genitori, sarebbero disagevoli per le famiglie. In caso di impossibilità di attivare delle varianti, la richiesta è stata di lasciare l’orario scolastico come è attualmente. Nella missiva viene in sintesi riportato che, nel reciproco rimbalzo di responsabilità tra Comune e scuola, si è giunti a un risultato in bianco. Nonostante sia stata fatta l’ipotesi di revisionare gli orari con la possibilità di istituire una mensa, da parte del dirigente e dello stesso Comune è stata sottolineata la validità e legittimità della scelta deliberata dal consiglio d’istituto, compresi il collegio docenti e la rappresentanza elettiva dei genitori, di istituire la settimana corta. Del resto il comitato genitori non è un organo ufficiale di rappresentanza seppure, nella lettera, metta in chiaro di non voler desistere e di proseguire nella sua battaglia. Sicuramente occorreranno ulteriori puntate sul tema per giungere a un equilibrato compromesso.
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