Movida molesta nei lidi: scatta la raccolta di firme

3 Luglio 2022

Silvi, un gruppo di residenti denuncia: «Musica ad alto volume e schiamazzi fino a notte fonda. Chiediamo più forze dell’ordine e controlli sui decibel»

SILVI. A Silvi un gruppo di residenti ha avviato una raccolta di firme contro la movida sfrenata notturna nei lidi e contro l’inquinamento acustico. A promuovere l’iniziativa è stato nelle scorse settimane il cittadino Sabino Fuggetta, che ha casa in piazza Nenni e che da tempo lotta contro i rumori molesti provenienti dagli stabilimenti balneari adiacenti. Stanco di subire, ha deciso di coinvolgere i vicini e denunciare tutto alle autorità preposte: prefettura e questura di Teramo, guardia costiera, commissariato di polizia di Atri.
In uno stralcio dell’atto di denuncia si legge: «A Silvi c’è un uso indiscriminato e improprio della concessione demaniale, dove la sera si mangia e si beve su tavoli posti sull’arenile. Ogni anno si verificano disagi causati dal reato di disturbo della quiete pubblica, l’inquinamento acustico è spesso frutto di esibizioni musicali dal vivo con suoni amplificati a volumi altissimi al di sopra della norma prevista per legge dei 3.5 decibel. Questi rumori, perché così dobbiamo chiamarli, producono danni alla nostra salute psico-fisica. Oltre al chiasso continuo si verificano a notte fonda anche schiamazzi nelle piazze del centro provocati da giovani che sostano fino all’alba dietro i lidi». La petizione popolare conta già diverse firme che saranno inviate nei prossimi giorni anche all’attenzione degli uffici comunali. «Chiediamo a nome dei residenti», conclude il portavoce della protesta, «il controllo e la presenza delle forze dell’ordine sul territorio, ed esortiamo chi di competenza a disporre controlli con apparecchi idonei ad accertare il grado di decibel».
Un turista di Ferrara, Fausto Pini, ha aggiunto: «La musica è una cosa, le percussioni e suoni continui fino a tarda notte sono ben altra cosa, ci sono stabilimenti che iniziano a fare baccano dal pomeriggio alle 17 e a volte e si finisce alle due di notte, il tutto condito dai motori degli scooter e delle auto dei frequentatori». Un altro residente, Patrizio Reggimenti, aggiunge: «Di notte è difficile dormire, neanche con le finestre chiuse si riesce a attutire il volume della musica, basterebbe un intervento delle forze dell’ordine per ripristinare la legalità in molti posti». Enzo D’Isidoro fa notare: «Qual è la linea di demarcazione tra il diritto al lavoro di una attività e quello sacrosanto al riposo e alla quiete? Ben vengano locali attrezzati per fare musica e spettacoli ma nel rispetto delle regole e dell'adeguamento alle norme». Moira Centorame ha concluso: «Certi divertimenti sono dannosi. Subire in silenzio significa morire per due volte».
Al momento il Comune ha approntato provvedimenti per limitare la movida nel borgo antico di Silvi Paese, istituendo la Ztl (Zona a traffico limitato) e potenziando i controlli dei vigili.
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