Mozione in consiglio comunale: «No alle barriere antirumore»

19 Agosto 2024

L’ha presentata Rosaria Ciancaione anche in rappresentanza dei comitati di quartiere Sud e Centro «Impatto visivo devastante, ma il danno più grave sarebbe bloccare la brezza marina in città»

ROSETO. Una mozione contro l'installazione delle barriere antirumore sulla linea ferroviaria a Roseto. L’ha presentata la consigliera di opposizione e capogruppo dei Liberi progressisti Rosaria Ciancaione «per dire con chiarezza a Rfi (Rete ferroviaria italiana) che a Roseto il risanamento acustico per il rumore dei treni non può compiersi con le barriere antirumore». Barriere di acciaio o cristallo che, come le descrive la stessa consigliera, «con il basamento di metri cubi di calcestruzzo, possono superare i 10 metri di altezza, una sorta di muro di Berlino lungo tutto il tracciato ferroviario che va da Roseto Sud, via Tamigi, a Roseto nord, via Riccitelli».
Secondo Ciancaione le barriere antirumore «impedirebbero di godere la vista del mare o della collina», trasformando ad esempio via Colombo «in una sorta di via chiusa alla vista, con pannelli che quasi superano le chiome dei pochi pini rimasti in piedi, e l’idea di farli dipingere dagli street artist non migliorerebbe di molto la situazione. Ma il danno più rilevante per la nostra città», prosegue Ciancaione, «sarebbe da ricondurre alla brezza marina che risulterebbe bloccata con un fortissimo aumento del caldo estivo, già in queste ultime stagioni insopportabile». Sull'argomento sono dello stesso avviso anche i consigli di quartiere di Roseto sud e centro, che chiedono all'amministrazione comunale di prendere una posizione chiara «nel rispetto delle prerogative del nostro territorio dal punto di vista socio economico ambientale e di tutela del paesaggio». Con la mozione presentata, Ciancaione «impegna l’amministrazione e il consiglio comunale di proporre a Rfi l’applicazione corretta delle modalità e priorità stabilite nel Decreto ministeriale Ambiente 29.11.2000, che per il risanamento acustico pongono al primo posto l’intervento sulla sorgente rumorosa e, quindi, sulla tipologia dei treni, delle rotaie e sull’adeguata sistemazione e manutenzione dei binari e, qualora non dovesse essere sufficiente a contenere le immissioni rumorose entro i limiti di tollerabilità, di preferire interventi sui singoli edifici più vicini alla linea ferroviaria, anche offrendo la propria collaborazione per favorire l’accordo con i privati». Tutto questo «oltre a pensare di bypassare il tutto con la riproposizione dello spostamento della ferrovia verso la collina o del suo interramento e riqualificazione del vecchio tracciato in un bellissimo parco verde ciclabile».
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