Multò solo un’auto, vigile assolto

Isola, era accusato di abuso d’ufficio per non aver fatto altre tre contravvenzioni
ISOLA DEL GRAN SASSO. Era finito a processo con l’accusa di abuso d’ufficio per non aver fatto delle multe nella sua veste di vigile urbano, ma al termine del processo è stato assolto perchè il fatto non costituisce reato. Eugenio Caiazzo, 34 anni, in servizio al comando di polizia municipale di Isola del Gran Sasso, era finito indagato e poi imputato per fatti avvenuti nel 2014 quando, secondo l’accusa della Procura, aveva fatto una contravvenzione ad un automobilista che aveva parcheggiato la vettura in divieto di sosta «non elevando», si legge nel capo d’imputazione, «analoghe contravvenzioni ai proprietari di altre tre vetture che si trovavano in zone attigue egualmente sottoposte a divieto di sosta».
Nel corso dell’istruttoria è emerso, attraverso l’audizione di vari testi e dallo stesso esame dell’imputato (difeso dall’avvocato Tommaso Navarra), che le autovetture non fossero parcheggiate in modo uguale e che quindi non ci fossero gli stessi presupposti per intervenire.
Così si legge nelle motivazioni della sentenza pronunciata dal collegio presieduto dal giudice Flavio Conciatori (a latere Lorenzo Prudenzano e Enrico Pompei): «Mentre l’auto multata ostruiva il passaggio sul piccolo marciapiede della via Borgo San Leonardo, tanto da rendere addirittura impossibile il passaggio di un disabile in carrozzina, per il quale sarebbe stato necessario scendere dal marciapiede, percorrere la via stradale e poi risalire sul marciapiede, le altre vetture non creavano alcun problema nè viario nè ai pedoni».
Per i giudici una delle tre non era neppure in divieto di sosta, mentre le altre due «si sarebbero trovate in divieto di sosta ai sensi dell’articolo 149 del codice della strada (la distanza di sicurezza tra mezzi ndr)». Ricostruiscono a questo proposito i giudici: «Certamente però si trattava di una violazione che non determinava alcuna difficoltà viaria in quanto le due auto si trovavano all’interno dell’area di strada riservata alla sosta di un pullmino scolastico, peraltro pare posteggiato tra le auto. Non si può, dunque, equiparare la “gravità” delle due differenti violazioni il che consente di escludere qualsiasi intenzione discriminatoria da parte del vigile, il quale evidentemente ritenne di non sanzionare le due utilitarie perchè le stesse non creavano alcun problema ai pedoni e alle altre auto». E così conclude il tribunale nelle motivazioni: «L’imputato va assolto per evidente carenza dell’elemento soggettivo».(d.p.)
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