Multato perché guida un’auto sotto fermo ma vince in tribunale

Il giudice di pace accoglie il ricorso di un 50enne teramano «Stava già pagando il suo debito, era in buona fede»
TERAMO. Era convinto che, una volta iniziato a pagare il debito con la Soget per una vecchia cartella, il fermo amministrativo sulla sua macchina fosse stato cancellato. E per questo quel giorno dell’aprile dell’anno scorso l’aveva presa per poi imbattersi con una pattuglia della Polstrada che lo aveva multato. Contravvenzione subito impugnata in prefettura, che però aveva respinto il ricorso. A dare ragione ad un 50enne teramano (assistito dall’avvocato Daniele Di Furia) è stato il giudice di pace che ha accolto il suo ricorso annullando l’ingiunzione prefettizia. Stabilendo un principio fondamentale così riassunto nella sentenza: «Si può e si deve dunque riconoscere in capo al ricorrente l’esimente della buona fede che conduce all’annullamento dell’ordinanza».
Perchè, scrive il giudice di pace Simona Bondi Ciutti: «Nel caso in esame non può essere attribuita alcuna responsabilità in quanto lo stesso ricorrente, a seguito del pignoramento presso terzi subito, aveva conoscenza del fatto che il terzo stesse pagando quanto dovuto. In definitiva il ricorrente aveva coscienza ed il convincimento che il fermo amministrativo del proprio mezzo era stato cancellato dalla Soget in virtù del pagamento in corso». Ed è proprio questo l’argomento centrale affrontato dal legale nel ricorso che , esibendo apposita documentazione, ha sottolineato come appena pochi giorni dopo la multa la Soget abbia provveduto alla cancellazione del fermo amministrativo. Il giorno in cui venne fermato da una pattuglia della Polstrada l’uomo disse agli agenti che stava pagando il debito con la Soget e che quindi gli avevano detto che il fermo amministrativo sulla vettura sarebbe stato cancellato ma che in quel momento non era in grado di esibire nessuna documentazione. Documentazione arrivata qualche giorno dopo e presentata dal legale alla prefettura nella richiesta fatta per l’annullamento della contravvenzione. Che però è arrivata solo con la sentenza del giudice di pace.
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