Multe a raffica, assolto l’ex capo dei vigili

11 Ottobre 2018

Era accusato di falso ideologico per le oltre mille contravvenzioni elevate dalla sua auto: per il giudice il fatto non sussiste

ROSETO. Ci sono le lacrime in aula dell’ex comandante a raccontare, più delle parole, la sua assoluzione. Dopo nove mesi di istruttoria dibattimentale si chiude con una sentenza di assoluzione il processo di primo grado all’ex capo dei vigili urbani di Roseto sul caso della cosiddetta Multopoli, una vicenda finita all’epoca sulle cronache nazionali. Così ha sentenziato ieri il giudice Franco Tetto con la formula del fatto non sussiste annunciando le motivazioni tra novanta giorni. Cava, assistito dall’avvocato Pietro Referza, era accusato di falsità ideologica, e per il pm d’udienza Patrizia Roccetti, al termine della requisitoria, aveva chiesto una condanna a due anni.
Il sostituto procuratore Davide Rosati (titolare del fascicolo) aveva contestato a Cava l’emissione di ben 1023 verbali tra ottobre e dicembre 2013 nei confronti di altrettanti automobilisti dopo essersi appostato in due punti a bordo della sua vettura munito di telefonino con cui filmare: al semaforo di piazza Ungheria e a quello lungo la statale 150, all’altezza di Campo a mare. Tre le tipologie delle infrazioni al codice della strada riscontrate: attraversamento dell’incrocio con il semaforo rosso, uso del telefonino al volante e guida senza cinture. Ma, aveva sostenuto la Procura nel capo d’imputazione, «Cava attestava falsamente l’impossibilità di procedere alla contestazione immediata dell’infrazione adducendo di essersi trovato “a bordo del proprio veicolo nell’opposta direzione di marcia”, mentre invece risultava che il prevenuto, in violazione delle norme di prevenzione e sicurezza stradale, aveva parcheggiato il proprio veicolo nei pressi di intersezioni stradali regolate da impianto semaforico sincronizzato e si era limitato a rilevare le targhe delle autovetture che, asseritamente commettevano le violazioni al codice della strada, omettendo di procedere all’immediata contestazione, pur potendo procedere al fermo del veicolo che circolava con direzione di marcia opposta rispetto alla propria autovettura». La richiesta di rinvio a giudizio era arrivata dopo che il gip aveva accolto l’istanza del comitato di cittadini che si era opposto alla richiesta di archiviazione fatta nel 2016 dalla Procura. E cinque automobilisti si erano costituiti parte civile (assistiti dall’avvocato Daniele Di Furia che annuncia, una volta lette le motivazioni, eventuale ricorso in Appello). In questi anni, intanto, gran parte delle contravvenzioni, oltre cinquecento, è stata annullata dal giudice di pace e il Comune di Roseto ha rinunciato ad appellarsi.
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