Multe e tributi, anche Alba aderisce alla rottamazione

4 Febbraio 2017

Il consiglio comunale ha approvato il regolamento che disciplina la sanatoria per il periodo 2000-2016. I contribuenti hanno tempo fino al 2 maggio

ALBA ADRIATICA. Imposte comunali e multe non pagate: anche ad Alba Adriatica arriiva la sanatoria per chi non è in regola. Il consiglio comunale albense, infatti, ha approvato all'unanimità il regolamento per i tributi non riscossi, che prevede la cosiddetta “rottamazione” delle cartelle esattoriali. Tributi e sanzioni interessati, sono quelli dal 2000 al 2016. Chi non è in regola con pagamento, avrà tempo fino al 2 maggio per chiedere lo sconto e l’abbattimento degli interessi di mora che gonfiano il debito verso il Comune.

Il regolamento, inoltre, prevede anche che gli interessati da ingiunzioni di pagamento possano chiedere la rateizzazione del debito, ma con un massimo di quattro rate da pagare entro il 30 settembre 2018. I moduli da riempire per chiedere l’agevolazione, saranno disponibili già da metà febbraio in Comune e negli sportelli delle concessionarie di riscossione a cui l’ente si affida per i suoi diversi servizi: Soget, Abaco e Andreani Tributi. Con questa misura, l’amministrazione tenta da una parte di rimpinguare le casse comunali in tempi di magra convincendo chi non è in regola a pagare il dovuto, dall’altra va in contro alle famiglie con difficoltà a pagare le imposte comunali, in costante crescita come segnalato da diversi indicatori, tra cui i servizi sociali comunali. A permettere la manovra del comune albense è stato un decreto legge, presentato ad ottobre e poi approvato definitivamente dalla Camera dei Deputati a novembre, che è intervenuto per sancire la “definizione agevolata” delle cartelle di Equitalia, dando la possibilità ai comuni che si affidano ad altri concessionari di riscossione la possibilità di scegliere se introdurre o no la rottamazione delle cartelle (e in che modalità) entro il primo febbraio. Il consiglio comunale albense lo ha approvato nell'ultimo giorno utile il 31 gennaio, in una riunione del consiglio comunale convocata ad hoc dall’amministrazione, che sulla questione ha ricevuto il favore anche delle opposizione. In città, però, di agevolazioni del genere si parla da anni, almeno dai primi mesi dopo l’insediamento del sindaco Tonia Piccioni. Già nel gennaio 2014, infatti, nella sua giunta si discusse della possibilità di introdurre lo strumento dell’accordo bonario tra Comune e debitore sulle imposte sulla casa, prima che la cartella passasse nelle mani delle società di riscossione e venisse gonfiata dagli interessi di mora e le spese. La mossa, pensata per abbattere l’evasione delle tasse che rappresentava un grave problema per le casse comunali, non ebbe poi vita facile.

Luca Tomassoni

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