Multopoli di Roseto Il comitato ottiene nuove indagini

1 Ottobre 2016

Il gip respinge la richiesta di archiviazione fatta dal pm per il capo dei vigili. Oggi la riunione con tutti i multati

ROSETO. Se la vicenda della multopoli rosetana può considerarsi conclusa per gli automobilisti finiti nel mirino della polizia municipale, non si può dire altrettanto per il comandante del corpo Tarcisio Cava. Nei suoi confronti è infatti ancora in corso il procedimento penale per abuso d’ufficio e falso ideologico, nonostante la richiesta di archiviazione presentata dal pubblico ministero, in quanto il gip Domenico Canosa ha disposto ulteriori indagini dopo l’opposizione alla stessa richiesta da parte di Michele Petrosino, presidente del Comitato dei multati di Roseto. Proprio in questi giorni Cava è tornato al comando della municipale, dopo aver scelto di dimettersi a causa della bufera che si era scatenata contro di lui in seguito alla notifica dei verbali. Da quel momento è stato sostituito da Berardo D’Emilio su incarico fiduciario affidato direttamente dall’allora sindaco Enio Pavone. Per questo motivo il suo mandato è scaduto con la decadenza dello stesso Pavone, quindi nel giugno scorso, prorogato fino al 15 settembre dal sindaco Sabatino Di Girolamo, il quale ha voluto così evitare disagi durante il periodo estivo. Il ritorno di Cava - il cui incarico è provvisorio, come riportato nel decreto della sua nomina - rappresenta la successione naturale al responsabile uscente del corpo, in quanto vice comandante in carica e vincitore di concorso, pertanto la scelta dell’amministrazione comunale si può dire quasi obbligata. Resta però la spada di Damocle rappresentata dal procedimento penale nei suoi confronti con il supplemento di indagini che dovrebbero concludersi proprio in questi giorni.

Intanto tutti i multati sono stati convocati per oggi pomeriggio davanti alla sede di ‘Ianni e D’Eugenio’, punto di riferimento durante il periodo dei ricorsi portati avanti dall’avvocato Daniele Di Furia. «Nell’occasione», anticipa l’avvocato Di Furia, «parleremo del prosieguo delle indagini in ordine alla richiesta di archiviazione. Inoltre porterò le copie delle circa 500 sentenze già vinte, e non appellate, sia contro il Comune, sia contro il prefetto. Illustrerò lo stato dei pagamenti effettuati dal Comune e quelli da effettuare in ordine al rimborso dei 37 euro pagati per il contributo unificato». Il Comune ha già sborsato circa 60mila euro per le spese legali, attingendo al capitolo delle spese fuori bilancio, e ulteriori 20mila dovranno essere pagati entro maggio 2017. La vicenda si è consumata dal 10 ottobre al 12 dicembre 2013, periodo in cui Cava ha inflitto da solo ben 1.262 multe ad altrettanti automobilisti, appostandosi in due punti ben precisi e filmando con il suo telefonino gli automobilisti, senza fermarli, ma selezionando solo in seguito le immagini e sanzionando quelli che avevano commesso infrazioni.

Federico Centola

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