Muore a cinque giorni dall’incidente

28 Maggio 2016

L’artigiano di Castellalto sbalzato dal sidecar dopo l’impatto con un’auto sulla Sp 259 a Martinsicuro non ce l’ha fatta

MARTINSICURO. È morto ieri dopo cinque giorni di agonia, nel reparto di rianimazione dell’ospedale Mazzini di Teramo, Berardo Di Michele, il 66enne artigiano di Castellalto rimasto vittima domenica scorsa, intorno alle 17, di un incidente stradale all'incrocio tra la provinciale 259 e il parcheggio del centro commerciale " Il Grillo". Nell'incrocio il sidecar Moto Guzzi condotto dal 66enne e con a bordo la compagna, che stava percorrendo la provinciale verso ovest, si è scontrato con una Citroen C3 condotta da una donna di origini cubane, che usciva dal parcheggio. L'impatto è stato tremendo, con il guidatore del mezzo sbalzato dal sellino e caduto a diversi metri dal luogo dell'impatto. Sul posto sono subito arrivate le ambulanze e viste le gravi condizioni del guidatore del sidecar è stato allertato l'elisoccorso di Pescara. L'eliambulanza ha quindi trasportato il ferito al Mazzini di Teramo dove è stato ricoverato in prognosi riservata, mentre la compagna è stata trasportata all'ospedale Val Vibrata di Sant' Omero dove è stata medicata. I rilievi sono stati effettuati dai carabinieri del radiomobile della compagnia di Alba Adriatica. La cubana alla guida della Citroen è indagata per omicidio colposo.

Berardo Di Michele, classe 1950, era molto noto a Castelnuovo Vomano, la frazione di Castellalto dove viveva e lavorava. Da oltre 30 anni gestiva con il fratello Guido un'officina metalmeccanica, specializzata nella realizzazione, riparazione e trasformazione di macchine operatrici e nella produzione di pezzi di ricambio. «Berardo era molto conosciuto e stimato, benvoluto da tutti», lo ricorda così la compagna, che era con lui quando è accaduto l’incidente. «Era un bravissimo tornitore meccanico. Lavorava per grandi aziende del luogo ed oltre l’Abruzzo. Aveva molti hobby, faceva parte delle scorte tecniche Anps di Chieti», ha aggiunto, «ma la sua grande passione era la moto. Era presidente del Faietese Motoclub da sei anni. Sempre attivo e disponibile, faceva anche parte del direttivo del circolo culturale a Faiete. Era l’amico degli amici, anche se nella vita era stato colpito affettivamente prima dalla morte del giovane figlio e poi dalla perdita prematura della moglie. Tutta la comunità è scossa per la sua scomparsa, ci mancherà tanto».

Non è ancora stato fissato il giorno dei funerali, in attesa del nullaosta delle autorità e la riconsegna della salma alla famiglia. Oltre alla compagna il 66enne lascia tre figli, il fratello e le due sorelle.

Sandro Di Stanislao

Chiara Di Giovannantonio

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