Muore dopo una caduta, 6 indagati

Nereto, perizia del giudice sul caso di una donna ospite nella casa di riposo Rozzi
NERETO. Sarà una perizia a stabilire se nella casa di riposo in cui la donna era ospite fossero state predisposte tutte le misure di cautela necessarie a impedire quella caduta dalla finestra, (per la Procura in un tentativo di suicidio) decedendo sei mesi dopo. E, soprattutto, a stabilire se la morte sia stata una conseguenza delle lesioni riportate nella caduta. Così ha deciso il gip Roberto Veneziano nell’accogliere la richiesta fatta dal pm Bruno Auriemma che sul caso ha aperto un’inchiesta iscrivendo sei persone nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo in concorso. I fatti si sono verificati nel 2017 nella casa di riposo “Rosina Rozzi” di Nereto e gli indagati hanno incarichi diversi nella struttura.
L’inchiesta della Procura è scattata dopo la denuncia dei familiari della donna (assistiti dall’avvocato Federico Di Teodoro). Nell’esposto i familiari, convinti che la 64enne sia caduta accidentalmente e non che abbia tentato il suicidio, sostengono che la donna fosse affetta da varie patologie tra cui il morbo di Parkinson e che proprio per le sue condizioni venisse «imbragata al letto con particolari conte e protezioni». In una occasione la donna, sostengono sempre i familiari nella denuncia, «sarebbe riuscita a togliersi le cinture e, senza che alcuno intervenisse ovvero presente in loco e, ancora, senza che fosse stato predisposto alcun sistema di allarme, una volta arrivata nei pressi di una finestra posta sul medesimo piano in cui era degente, cadeva al di là della stessa da un’altezza di circa 3-4 metri». Dopo un primo ricovero in ospedale e una successiva degenza in una Rsa, la donna è morta a gennaio, sei mesi dopo la caduta. Ora sarà una perizia a stabilire se ci siano state responsabilità.(d.p.)
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