Muore in ospedale, le due figlie lo apprendono da un paziente

Il reparto di Medicina non le aveva avvisate perché nella cartella clinica non c’erano i loro numeri «Siamo andate a trovarlo ed era già stato portato in obitorio, stiamo valutando una denuncia»
GIULIANOVA. «Abbiamo scoperto la morte di nostro padre da un paziente che era in stanza con lui nel reparto Medicina. Siamo sconcertate e stiamo valutando se presentare una denuncia». Così le sorelle M.P. e A. denunciano al Centro quanto accaduto all’ospedale di Giulianova, dove il padre Vincenzo D’Ostilio di 87 anni, dopo essere stato ricoverato lo scorso 31 luglio nel reparto di Medicina in condizioni gravi, è deceduto alle 6 del 2 agosto, ma i familiari non sono stati avvertiti perché, secondo la versione della Asl, sulla cartella clinica non erano presenti i numeri da chiamare. «Ci hanno detto che hanno chiamato i carabinieri per rintracciarci», dice M.P., «ma a noi non ha chiamato nessuno. Mia sorella, da quando mio padre è entrato in ospedale a Giulianova, è andata a trovarlo ogni giorno, ma giovedì 1° agosto non è potuta andare, e io neanche perché ero a casa con la febbre. Mia sorella si è dunque presentata venerdì 2 e un paziente, che era con nostro padre in reparto, le ha chiesto come mai fosse lì. Solo in quel momento abbiamo scoperto che nostro padre era morto ed era già stato trasferito all’obitorio, peraltro in condizioni igieniche non accettabili. Non è possibile che accadano queste cose».
La Asl, in una nota, ricostruisce l’accaduto evidenziando che all’origine del disguido c’è il fatto che «il paziente è arrivato in reparto nella notte tra il 31 luglio e il 1° agosto in gravi condizioni, non era in grado di parlare e dunque di fornire i propri dati e in cartella clinica non è stato segnato un recapito telefonico». La nota conferma che il medico di turno, alla morte di D’Ostilio, «non avendo a disposizione in cartella clinica il numero da chiamare, ha telefonato ai carabinieri perché lo aiutassero a rintracciare i parenti». Il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia si scusa per l’accaduto con i familiari e annuncia l’apertura di un’indagine interna per chiarire l’accaduto. «È stato dato mandato al direttore sanitario, Maurizio Brucchi, di accertare la dinamica dell’accaduto e, riscontrate eventuali responsabilità, prendere i provvedimenti del caso», precisa Di Giosia, «c’è stata una disattenzione ed è interesse primario di questa azienda capire i motivi per cui è stata possibile questa dimenticanza. Fatti del genere non devono accadere e metteremo in campo tutti gli strumenti perché non si ripetano più».
Le figlie di D’Ostilio evidenziano anche che il 29 luglio, quando il padre ha avuto un forte dolore al petto ed è stato trasportato al pronto soccorso di Giulianova, «qui abbiamo trovato il responsabile, Pier Giorgio Casaccia, un dottore di un’umanità incredibile. Peccato però che poi abbiamo avuto questa brutta esperienza in ospedale».
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