Muore in sala operatoria, c’è l’inchiesta

7 Marzo 2019

La Procura indaga per omicidio colposo sul caso della 43enne deceduta un mese fa, sequestrate le cartelle cliniche

TERAMO. Per ora c’è il dolore straziante e dignitoso di una famiglia che chiede di capire perché lei non ci sia più. Proverà l’inchiesta della Procura a dare delle risposte sulla morte di Nadia De Prophetis, la donna di 43 anni deceduta un mese fa durante un intervento chirurgico all’ospedale Mazzini.
Il pm Davide Rosati ha aperto un fascicolo per omicidio colposo (per ora contro ignoti) disponendo il sequestro delle cartelle cliniche sia all’ospedale di Atri sia all’ospedale di Teramo, le due strutture in cui la donna è stata ricoverata. È ipotizzabile che già nei prossimi giorni il sostituto procuratore possa disporre una consulenza per lo studio della documentazione acquisita e dei risultati dell’autopsia amministrativa eseguita all’epoca della morte su disposizione della Asl.
L’inchiesta dell’autorità giudiziaria è nata dopo l’esposto presentato dai familiari della donna assistiti dall’avvocato Wania Della Vigna. Nadia, sposata con un appuntato dei carabinieri, per anni aveva lavorato alla Lazzaroni di Isola prima di trasferirsi in Val d’Aosta per seguire il marito nel suo servizio. Innamorata della vita, chi la conosceva la ricorda sempre pronta ad aiutare gli altri.
Alla donna, originaria di Befaro di Castelli ma ultimamente residente ad Arsita dopo il rientro dalla Val d’Aosta, tempo fa era stata diagnosticata una stenosi del piloro, cioè un restringimento della valvola posta fra lo stomaco e il duodeno. Una patologia che era stata trattata in endoscopia all’ospedale di Atri con la classica tecnica dei palloncini che dilatano la valvola. Ma successivamente il quadro clinico si era complicato per una fissurazione del piloro, per cui sempre ad Atri la paziente era stata operata per “ricucire” il tessuto danneggiato. Ma l’operazione non era stata risolutiva e per questo la donna si era rivolta all’ospedale di Teramo. La mattina del 7 febbraio scorso la 43enne era stata nuovamente operata e i chirurghi. La situazione, nel corso dell’intervento chirurgico, è diventata critica quando è iniziato un sanguinamento diffuso e nel giro di poco tempo la donna è morta.
La Asl ha subito disposto un’autopsia “amministrativa” – quindi a fini interni – che è stata eseguita qualche ora dopo. Ora anche i risultati dell’esame autoptico sono finiti nella documentazione fatta acquisire dall’autorità giudiziaria.
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