Muore una settimana dopo il matrimonio

26 Agosto 2021

Mirko D’Erasmo stroncato a 31 anni da una malattia. Papà di due bambini, era un grande tifoso della Samb e del Milan

COLONNELLA. Un sì che ferma il tempo. Nonostante tutto, nonostante uno di quei dolori che spaccano il cuore senza più rimetterlo a posto. Perché le grandi storie d’amore non hanno tempo. Come quella di Mirko D’Erasmo e della sua Giorgia: si sono sposati una settimana prima che lui se ne andasse per sempre stroncato da una malattia contro cui ha lottato fino all’ultimo.
Mirko aveva 31 anni, la donna della sua vita, due figli piccoli, un lavoro, la passione per la Samb e per il Milan. Tutto finito, spazzato via da una diagnosi senza speranze. Il giovane di Colonnella è morto martedì pomeriggio nella sua abitazione e questa mattina alle 10.30 l’ultimo saluto nella chiesa parrocchiale di Colonnella. Il sindaco Leandro Pollastrelli non nasconde la commozione: «Una famiglia di persone perbene, grandi lavoratori, con una grande senso di appartenenza alla comunità sempre pronti a dare una mano laddove fosse necessario. Mirko l’ho visto crescere, così come sua moglie. Li ho sposati io una settimana fa a casa. Due ottimi genitori, una coppia affiatata e innamorata. La vita a volte è veramente difficile da comprendere. Questa è una di quelle volte».
E il dolore, lacerante e senza freni, corre sui social. Accanto alle foto di due ragazzi sorridenti innamorati della vita le parole d’addio di tanti amici scandiscono un epilogo drammatico. «Amico mio», scrive Luca S. su Facebook, «non ci sono parole per descrivere il dolore che hai lasciato, ho avuto la fortuna e il privilegio di conoscerti e crescere insieme. Sei stato sempre un combattente, una persona che non mollava mai, proprio come hai fatto con la tua malattia, senza lamentarti mai. Però purtroppo questa volta non ce l’hai fatta. Grazie a te che in questo periodo buio mi hai aiutato a crescere e a capire che le cose importanti nella vita sono altre. Adesso viene la parte difficile, continuare le nostre vite senza te. Mi mancherai amico mio». E ancora il ricordo di una partita di pallone, di quella vittoria della Samb festeggiata con le famiglie. «Perché tu», scrive Franco, «eri così. Amavi le cose vere e in cima alla lista c’era la famiglia. Non facevi niente senza coinvolgere la tua famiglia e quella dei tuoi amici più cari. E ci riuscivi sempre. Ora cercheremo di farlo noi anche per te. La tua famiglia sarà la nostra». Racconteranno ai suoi due bambini di quel papà innamorato della vita e di quel sì con la mamma in una giornata di agosto senza tempo nella casa di Colonnella.
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