Musica elevata negli stabilimenti Il Comune: l’Arta faccia controlli

17 Luglio 2022

L’ente si è mosso dopo le continue proteste di residenti e turisti: nel mirino alcune serate organizzate nel tratto di lungomare all’altezza di piazza Nenni. È stata anche messa in piedi una raccolta di firme

SILVI. Il Comune di Silvi invia un esposto all’Arta di Teramo per richiedere il controllo fonometrico della musica proveniente da alcuni stabilimenti balneari. Obiettivo: il rispetto delle regole in tema di movida e schiamazzi notturni. Un problema molto sentito sul lungomare, che ha suscitato settimane fa una raccolta di firme di cittadini e turisti finalizzata a sensibilizzare Comune e forze dell’ordine al problema, presente specie nel tratto del litorale antistante piazza Nenni. L’ente comunale la settimana scorsa ha inoltrato all’Arta una segnalazione al riguardo. Nelle linee guida pubblicate sul sito dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente è indicato un iter da seguire: «Il Comune, effettuate le verifiche di competenza circa la regolarità, da un punto di vista autorizzatorio, dell’attività/impianto che genera il disturbo, può inoltrare al distretto Arta competente l’effettuazione di accertamenti fonometrici con il posizionamento delle strumentazioni idonee ai rilievi. Effettuate le misurazioni l’Arta invia una relazione contenente l’esito dell’accertamento al Comune, al dipartimento di prevenzione della Asl e, in caso di superamento dei limiti di legge, alla Procura della Repubblica».
A promuovere l’iniziativa della raccolta firme partita a metà giugno è stato il cittadino Sabino Fuggetta, che da tempo lotta contro i rumori molesti provenienti dagli stabilimenti balneari. Stanco di subire, ha deciso di coinvolgere la popolazione per denunciare tutto alle autorità di pubblica sicurezza. L’elenco dei firmatari si è allungato giorno dopo giorno. In uno stralcio della sua denuncia si legge: «A Silvi c’è un uso indiscriminato e improprio della concessione demaniale, dove la sera si mangia e si beve su tavoli posti sull’arenile. Ogni anno si verificano disagi causati dal reato di disturbo della quiete pubblica, l’inquinamento acustico è spesso frutto di esibizioni musicali dal vivo con suoni amplificati a volumi altissimi al di sopra della norma prevista per legge dei 3.5 decibel». Adesso la palla passa nelle mani dell’Arta.
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