Nasce a Teramo un nuovo gioco: Basket 180

È una sfida individuale a tempo con il canestro. Lo stanno sperimentando le giovanili della Tasp
TERAMO. Appassionati di basket, prestate attenzione. Un nuovo gioco potrebbe presto rubarvi il cuore. Si chiama Basket 180 e, pur avendo come protagonisti sempre la palla a spicchi e un canestro, si mostra decisamente innovativo rispetto al gioco creato da James Naismith nel lontano 1831. Perché 180? Presto detto. Un giocatore ha a disposizione tre minuti, appunto 180 secondi, per cercare di fare più punti possibili. Nessun team, nessun compagno di squadra. Solo un uomo, un canestro e un cronometro. E nuovissime regole per i punti.
Ma andiamo con ordine. L'idea è di Vittorio Provenzano, classe 1965, nativo di Milano, teramano d'adozione e grande appassionato di basket da sempre. Vittorio anni fa inizia a pensare a un nuovo gioco playground, adatto ai classici campetti di strada, che possa esaltare la tecnica individuale e lo spettacolo ad effetto che solo la palla a spicchi è in grado di creare. Perché, si chiede Vittorio, un tiro classico e magari un po' banale merita due punti esattamente come un tiro spettacolare, un gancio, ''un numero'' in grado di esaltare il pubblico e surriscaldare uno stadio? Perché tutti i colpi, tutti i numeri balistici dei campetti di periferia devono restare all'oscuro del grande pubblico? Ed ecco l'idea del Basket 180. In quei tre fatidici minuti ogni atleta può dare spazio a tutta la sua potenzialità. Con una assegnazione dei punti che possa rendere giustizia al talento nella sua forma più pura. Ovvero più coefficiente di difficoltà e più distanza dal canestro si traducono in più bonus. Ad esempio, il canestro realizzato con un tiro tecnico – con la mano sotto, in spostamento, il classico gancio – regala da uno a tre punti in più, a seconda della distanza dal canestro. Un punto dall'area dei tre secondi, due punti dalla zona compresa tra il pitturato e l'arco dei tre punti, e tre dall'arco dei tre punti. Aggiungendo ulteriori bonus per la realizzazione con la mano debole o se il tiro entra direttamente in rete senza toccare il ferro. Senza contare ulteriori bonus con le schiacciate.
Tante regole, dunque, ma necessarie per tradurre il talento puro e lo spettacolo in punti. Pensate che, al netto di tutti i bonus, un giocatore può arrivare a realizzare 12 punti con un solo tiro! Alla fine dei tre minuti sarà compito dell'arbitro visionare di nuovo i 180 secondi di partita individuale per il controllo e l'assegnazione definitiva del punteggio finale. Con questo sistema qualsiasi giocatore playground, talentuoso ma sconosciuto, può ottenere un risultato mirabolante e degno di nota. Altezza, fisico ed esperienza passano nettamente in secondo piano al cospetto del solo e purissimo talento.
L'idea di Vittorio Provenzano, depositata regolarmente alla Siae, è stata accolta con curiosità e benevolenza prima dalle giovanili dell'Urania Milano, che ha voluto provare le regole del Basket 180, e poi dall'under 14 dei Roseto Sharks. L'idea è piaciuta tantissimo anche a Fabio Nardi, presidente della Tasp (Teramo a Spicchi), che ha messo a disposizione di Provenzano prima l'under 14, poi l’under 15, fino ad arrivare al capitano della prima squadra, Pierluigi Wu. Il quale si è davvero divertito a cimentarsi con le regole del Basket 180. Insomma. una sfida individuale che piace e farà parlare di sé.
Giacomo Novelli
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