Nasce il C-Lab per creare giovani imprenditori

21 Gennaio 2019

È finanziato dal Miur e fornirà competenze agli studenti degli atenei abruzzesi Corsi: «Formazione non convenzionale, basata anche su contatti con le aziende»

TERAMO. E’ impossibile improvvisarsi imprenditori: accanto all’intraprendenza, in un sistema economico sempre più complesso e globalizzato, è necessario avere una cultura d’impresa.
Il Contamination Lab appena creato all’università di Teramo serve proprio a questo: è un laboratorio dove generare idee da trasformare in startup attraverso un percorso formativo imprenditoriale di alto livello.
Coordinatore scientifico del C-Lab è Christian Corsi, docente dell’ateneo e anche presidente di quella che è una struttura affine e complementare, lo spin off Cisrem (Centro internazionale studi e ricerche economico manageriali) che ha come obiettivo, fra i vari compiti, di creare sinergie sempre più strette fra mondo aziendale e universitario.
«Il C-Lab è un progetto dell’università di Teramo che ha vinto di un bando promosso dal Miur», spiega Corsi, «il progetto è di 460mila euro per realizzare tutta una serie di azioni. Obiettivo principale è creare dei luoghi, delle realtà di confronto, per diffondere e sviluppare sempre più la cultura imprenditoriale, dando voce a progetti ad alto contenuto innovativo, tecnologico, in sinergia con il network del territorio. Sarà un ambiente universitario di contaminazione interdisciplinare dove creatività e talento degli studenti si trasformano in progetti di innovazione».
Al C-Lab possono partecipare studenti di tutte le università abruzzesi, anche quelli iscritti a master, scuole di specializzazione, dottorati di ricerca e anche stranieri dell’Erasmus. Saranno organizzati tre cicli da 35 studenti l’uno. Ogni gruppo di studenti – si susseguiranno ogni sei mesi – seguirà un corso di formazione di 40 ore su tematiche innovative di business: dalla didattica innovativa su come fare business model, brain storming, business plan, digital marketing, comunicazione. «Sarà una formazione non convenzionale», riprende Corsi, «perchè ci sarà l’affiancamento di giovani startupper, imprenditori, manager, esperti del settore. Mettiamo a disposizione degli studenti un percorso formativo di alto livello, ma soprattutto la competenza di persone che provengono da mondi professionali diversi. In una seconda fase gli studenti saranno portati in realtà fuori regione (come grandi imprese, incubatori di start up e tutto ciò che può creare relazioni). E poi se hanno alcune idee imprenditoriali, li accompagniamo in un percorso di crescita per realizzare le loro idee di business». Per iscriversi c’è tempo fino al 31 gennaio, la prima classe si formerà a febbraio.
«Ho fortemente voluto l’apertura a tutte le università abruzzesi», precisa il direttore scientifico, «e abbiamo riservato una piccola quota agli studenti delle scuole superiori, in modo da diffondere la cultura imprenditoriale anche fra le nuove generazioni. Il progetto inoltre ha permesso anche all'università di Teramo di mettersi in contatto con tutta la rete C-Lab a livello nazionale: in settimana ad esempio saremo a Torino, oppure ci rapporteremo con un C-Lab importante a Cagliari. Unite avrà visibilità e opportunità di interfacciarsi con realtà universitarie e imprenditoriali di un certo tipo».
E pare che in Abruzzo diversi studenti siano interessati a seguire il corso di formazione non convenzionale, tenuto da un pool di docenti formatori individuati con un bando pubblico.
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