Nasce il centro che studia il genoma dei microrganismi

15 Marzo 2018

Oggi l’istituto zooprofilattico inaugura il centro di referenza nazionale con macchinari avanzati Vengono identificati i ceppi delle patologie di origine animale consentendo cure tempestive

TERAMO. Sarà inaugurato oggi il centro di referenza nazionale per le sequenze genomiche di microganismi patogeni all’istituto zooprofilattico. Infatti il ministero della Salute quasi un anno fa ha istituito il “GenPat”, una banca , banca dati e analisi di bioinformatica proprio al “Caporale”. « L’importante riconoscimento premia il lavoro dell’Istituto che ha svolto un ruolo pionieristico, adottando già da alcuni anni le indagini di genetica molecolare e dotandosi di una moderna strumentazione in continuo aggiornamento: proprio per potenziare l’operatività nel settore, è stato creato di recente il reparto di Bioinformatica all’interno del laboratorio ricerca e sviluppo», si legge in una nota dello Zooprofilattico.
E stamattina alle 10, nella sala convegni del Cifiv di Colleatterrato si terrà la prima giornata studio per presentare il nuovo centro “GenPat”. L’incontro, aperto e concluso dal direttore generale dell’istituto Mauro Mattioli, è rivolto ai referenti per la bioinformatica degli istituti zooprofilattici sperimentali, dell’Istituto superiore di sanità e ai ricercatori del mondo accademico.
Negli ultimi anni la caratterizzazione molecolare dei microrganismi ha conosciuto un rapido sviluppo, soprattutto per quanto riguarda la sorveglianza epidemiologica delle malattie infettive su focolai d’infezione. In passato i microrganismi patogeni venivano identificati attraverso indagine microscopica e con test sierologici: approcci progressivamente rimpiazzati da indagini genomiche che consentono oggi di rilevare e caratterizzare gli agenti patogeni con maggior precisione, permettendo di differenziare i numerosi isolati appartenenti a una stessa specie microbica.
«Emblematico il focolaio di listeriosi nell’uomo verificatosi nelle Marche nel periodo 2015-2016. In quell’occasione l’Izsam ha coordinato l’attività diagnostica e utilizzando le tecniche di ultima generazione, tra cui la Next generation sequencing (Ngs), ha caratterizzato i ceppi di Listeria monocytogenes isolati dalle persone colpite, dagli alimenti e dall’ambiente. Attraverso l’analisi dei dati (bioinformatica) ottenuti è stato possibile rintracciare l’alimento responsabile del focolaio (la coppa di testa) e la sorgente di contaminazione (lo stabilimento di produzione), quindi adottare le misure sanitarie e chiudere in tempi relativamente rapidi il focolaio», spiega la nota. La mole di dati che derivano dal sequenziamento completo dei genomi pone l’esigenza di sviluppare nuovi strumenti informatici in grado di archiviarli, gestirli e analizzarli. Il centro ha tra i principali compiti la realizzazione di una piattaforma nazionale per la raccolta e la conservazione delle sequenze genomiche di microrganismi patogeni e l’esecuzione di analisi bioinformatiche, a tutela della salute degli animali, delle produzioni agroalimentari nazionali e quindi della salute dei consumatori. (a.f.)