Nasce un centro per curare gli anziani

22 Agosto 2016

Asl sta costruendo una Rsa collegata all’ospedale: ospiterà i pazienti non più acuti ma che hanno bisogno di assistenza

TERAMO. Un aiuto alle famiglie che hanno un anziano in casa. La Asl ha affidato i lavori per la costruzione di una nuova residenza sanitaria assistenziale (Rsa) a Casalena, che sarà direttamente a servizio dell’ospedale.

Sarà una sorta di dependance in cui curare i malati che vanno dimessi dopo un ricovero ma che non si sono ristabiliti completamente. Attualmente non esiste una struttura simile nel Teramano e per realizzarla la Asl spenderà intorno al milione 400mila euro, compresi gli arredi. La costruzione è iniziata da poco: l’impresa ha abbattuto uno dei vecchi scheletri del mai costruito manicomio e ha realizzato le fondamenta. «Saranno una trentina di posti al servizio dell'ospedale», spiega Valerio Profeta, responsabile del dipartimento medicina del territorio, «destinata ai pazienti acuti che, dopo le cure in ospedale, non possono tornare a casa. In questa Rsa, che probabilmente sarà gestita in proprio dalla Asl, troveranno gli stessi professionisti dell'ospedale, che nella struttura faranno i consulenti, ma il setting assistenziale passerà da acuto a post acuto». A differenza dell’altra Rsa da tempo esistente a Casalena, che ospita prevalentemente anziani ex degenti psichiatrici, questa – la cui apertura è prevista fra un anno – avrà un veloce turn over di pazienti, che poi torneranno in famiglia. E qui entra in gioco l’Adi, cioè l’assistenza domiciliare integrata. A novembre – dopo il recente espletamento in Regione della gara che esternalizza il servizio per infermieri, fisioterapisti e Oss – si dovrebbe iniziare con il nuovo assetto. L’idea della Asl è di potenziare ulteriormente l’assistenza a casa, che già attualmente conta 4.280 pazienti all'anno. «Noi superiamo tutti i minimi previsti dalle norme», fa notare Profeta, «le nostre performance sono ottime. E potremmo, con l’esternalizzazione, raggiungere livelli di eccellenza perchè il controllo della situazione e la gestione rimane in mano nostra. Abbiamo già individuato le persone che a livello centrale e periferico dovranno svolgere funzioni di controllo, impiegando personale che finora ha svolto l'Adi, con lunga esperienza. Puntiamo ad assistere almeno seimila persone e soprattutto a dare a coloro che già assistiamo una gamma di prestazioni ancora più completa».

Profeta intanto annuncia anche il prossimo impiego della telemedicina nell’Adi. La Asl sta vagliando la possibilità di acquistare tablet con cui far fare l’elettrocardiogramma direttamente da un parente del paziente, collegandosi con una centrale operativa, in modo da evitare inutili corse ai pronto soccorso. Oppure di una macchinetta che misura la tensione d’ossigeno inserendo semplicemente un dito.

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