Nasce una rete di piccoli ambulatori

12 Aprile 2019

L’Asl apre punti a Cellino, Castel Castagna, Tossicia, Bisenti e Cermignano. Profeta: servizi di base per piccoli centri

TERAMO. La Asl ha avviato la realizzazione di “punti sanitari”, cioè piccoli ambulatori, in diversi paesi dell’entroterra.
Il progetto, curato da Valerio Profeta, direttore del dipartimento assistenza territoriale della Asl, prevede la realizzazione di strutture minime per le zone montane è piaciuto al ministero della Salute, tant'è che forse i “punti sanitari” verranno finanziati con risorse straordinarie.
Uno dei centri che avrà un “punto sanitario” è Cellino Attanasio. Qui la Asl sta per avviare l’ultima tranche di lavori per aprire una comunità per tossicodipendenti da 20 posti. La delibera per dare il via ai lavori da 300mila euro per l'adeguamento antincendio della struttura è alla firma della direzione generale. E in questo stabile troverà posto anche un piccolo poliambulatorio.
Un altro centro in cui la Asl prevede il “punto sanitario” è Castel Castagna, per cui è stata inviata alla Regione la richiesta di autorizzazione. E così per Tossicia nella sede comunità montana. Nel primo caso i locali li fornisce gratuitamente il Comune, nel secondo la Comunità montana: sono stati stretti degli accordi. In dirittura d’arrivo l’ambulatorio di Bisenti: i lavori sono in via di ultimazione. Un altro centro che avrà il “punto sanitario” è Cermignano: è previsto nel piano 2019 e sarà sistemato nell’ex sede distrettuale decentrata.
La spesa per attivare i “Punti sanitari” non sarà eccessiva, si aggira intorno al milione 200mila euro. A incidere di meno, ad esempio sono gli ambulatori di Castel Castagna e Tossicia dove le spese per locali e utenze sono a carico di altri enti, la Asl deve solo allestire gli ambulatori con arredi e attrezzature. «Sono strutture che avranno un punto prelievi, un ambulatorio infermieristico, un medico di medicina generale e ogni 15 giorni vi visiteranno un cardiologo, un ortopedico e un neurologo: saranno coperte le tre specializzazioni più importanti soprattutto per gli anziani», spiega Profeta, «sono strutture pensate per zone in cui le Uccp sono troppo grandi in quanto non ci sono i numeri per la popolazione, nè i medici. Quindi abbiamo pensato di realizzare una rete di piccoli servizi che creano nella popolazione maggior sicurezza e riducono la tentazione di abbandonare le aree interne. Ad esempio con l’ambulatorio infermieristico proattivo i pazienti anziani saranno contattati telefonicamente per accertarsi delle loro condizioni e l’infermiere andrà anche a casa per rendersi conto se stanno seguendo bene le terapie. Un’attenzione determinante, ad esempio, nei casi di scompenso cardiaco. I punti sanitari saranno in funzione 6 ore per 5-6 giorni a settimana e a turno per 12 ore».
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