Nascite stabili in provincia, sono state 1.400

3 Gennaio 2020

Lo ha detto il primario Anna Marcozzi in occasione della visita del sindaco ai primi nati a Teramo

TERAMO. Il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto ieri mattina ha portato il tradizionale saluto della città ai primi nati dell’anno nuovo, recandosi all’ospedale Mazzini. Qui, accompagnato dall’assessore Sara Falini, è stato accolto dal primario del reparto, Anna Marcozzi, e si è quindi recato a salutare la piccola Gaia Rossoli, primogenita di Eugenia e di Luca; Gaia è nata alle 11.45 del 1° gennaio, poche decine di minuti in anticipo sulla piccola Wang, una bimba con genitori cinesi, residenti nel nostro territorio, anch’essa salutata dal sindaco D’Alberto.
Nell’occasione il primario Anna Marcozzi, rispondendo alle domande dei giornalisti presenti, ha detto che il 2019 per i due punti nascita della Asl teramana (Teramo e Sant’Omero) si è chiuso con un numero di nascite stabili rispetto al 2018: circa 1.400 in totale, 800 a Teramo e 600 a Sant’Omero. Si tratta di un andamento migliore rispetto alla media nazionale, che vede quasi ovunque un calo delle nascite, ma – al di là della perdurante mancanza del cosiddetto “parto indolore”, dovuta alla penuria di anestesisti che affligge da anni la Asl teramana – è evidente come la nostra provincia sia ancora afflitta da una pesante mobilità passiva anche per quanto riguarda i reparti di ostetricia.
A confermarlo in modo impietoso sono state le notizie pubblicate il primo dell’anno sui media di San Benedetto del Tronto. L’ultimo nato del 2019 e il primo nato del 2020 nell’ospedale sambenedettese Madonna del Soccorso sono entrambi figli di coppie che vivono sulla costa vibratiana. L’utimo nato del 2019 è Andrea Marcelli, che alla nascita pesava 3,200 chilogrammi. A darlo alla luce la mamma Valentina Bianconi, trentaseienne, con al fianco il papà Francesco, quarantenne, entrambi di Tortoreto. Invece si chiama Fatou Thiam la prima nata a San Benedetto del 2020. Ha visto la luce, all’ospedale Madonna del Soccorso, alle 2,50 del primo gennaio per la gioia della mamma, Marieme Keita, 34 anni, e di papà Mbaye, operaio ventinovenne, entrambi originari del Senegal e residenti a Martinsicuro. Una mobilità passiva, quella della costa vibratiana verso San Benedetto, che rimane sempre forte soprattutto per la facilità dei collegamenti rispetto alle sedi ospedaliere alternative di Sant’Omero e Teramo. In particolare da Martinsicuro verso San Benedetto ci sono corse di bus continuamente, almeno una ogni ora dalle prime ore del mattino fino a sera, con fermata proprio davanti all’ospedale marchigiano. (d.v.-s.d.s.)
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