Nascondono 5 chili di hascisc in casa

Colonnella, i carabinieri arrestano tre uomini e una donna marocchini: per l’accusa spacciavano su tutta la costa
COLONNELLA. Cinque chili di hascisc nascosti in scatoloni occultati nell’armadio della camera da letto di un casolare di campagna a Colonnella, in contrada Riomoro, nelle vicinanze del cimitero. Tanto per non dare nell’occhio e depistare eventuali controlli.
Ma, nonostante i tanti accorgimenti, quattro cittadini marocchini (tre uomini ed una donna) che avevano messo radici in Val Vibrata nonostante lo status di irregolari, sono stati individuati e arrestati. La banda dell’hascisc, accusata di concorso in detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, era composta da Yassine Khairi, 24 anni, Amine El Idrissi Ouarraqi 33, Moahmmed Diami 26, e da Kawtar Mouaouine, una ragazza di 21 anni. La droga era suddivisa in 50 panetti da 100 grammi.
Il blitz è scattato sabato mattina da parte dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Alba Adriatica e della stazione di Colonnella, diretti rispettivamente dai luogotenenti Gregorio Camisa e Dino Milazzo, coordinati dal maggiore Emanuele Mazzotta. Nel corso della perquisizione sono stati sequestrati anche 10mila e 100 euro in contanti di vario taglio, provento dell’attività di spaccio, tre telefoni cellulari, due smartphone ed un tablet oltre ad una carta di credito. L’attività di indagine (coordinata dal pm di turno Stefano Giovagnoni )è durata pochi giorni. I carabinieri tenevano sotto osservazione il gruppo di irregolari (sono in corso verifiche per accertare a che titolo occupassero l’immobile, in particolare come potesse uno di questi essere intestatario di un contratto di locazione) partendo dai tossicodipendenti che si rifornivano da loro. La banda (sono al vaglio le singole posizioni) agiva in maniera organizzata. Il casolare non veniva mai lasciato incustodito e si usciva a turno. Secondo i carabinieri, i quattro che si facevano passare per ambulanti, fungevano da grossisti per lo spaccio al minuto sulla costa da San Benedetto del Tronto e Tortoreto. I panetti venivano importati direttamente dal Nordafrica eludendo i controlli. Ogni panetto era contrassegnato da un codice alfanumerico per identificare qualità e destinazione (come ad esempio 41 o top 03). Nel casolare, i quattro marocchini avevano anche dieci biciclette di dubbia provenienza.
Alex De Palo
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