Naselli, la difesa chiede di spostare tutto a Teramo

Dopo la richiesta di rinvio a giudizio per l’ex comandante dei carabinieri nuova udienza nell’aula bunker di Rebibbia con le arringhe degli avvocati
TERAMO. Dopo la richiesta di processo fatta dalla Procura, ieri nuova udienza nell’aula bunker del carcere romano di Rebibbia per l’ex comandante provinciale dei carabinieri Giorgio Naselli coinvolto nella maxi inchiesta sulla ’ndrangheta con 452 indagati a Catanzaro. Ieri è stata la volta delle arringhe dei due difensori (gli avvocati Gennaro Lettieri e Giuseppe Fonte) che hanno sollevato l’incompetenza territoriale di Catanzaro per il reato di rivelazione di segreto d’ufficio e hanno chiesto il proscioglimento per il loro assistito. Il provvedimento del gup Claudio Paris è atteso nella prossima udienza.
Naselli arrestato nel dicembre dell’anno scorso con le accuse di associazione mafiosa e rivelazione di segreti d’ufficio, a luglio è stato scarcerato dalla Cassazione. Con i giudici della Suprema Corte che, entrando nel merito, hanno eliminato l’aggravante mafiosa contestata dal procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri. Naselli è accusato di rivelazione di segreti d’ufficio all’avvocato ed ex parlamentare di Forza Italia Giancarlo Pittelli, anch’esso arrestato e considerato dagli inquirenti uomo di fiducia del boss Luigi Mancuso. Accuse che l’ufficiale dei carabinieri ha respinto davanti al Riesame con i magistrati di questo tribunale che, all’epoca, hanno ritenuto insussistenti due ipotesi di reato relativi alla rivelazione del segreto d’ufficio (l’articolo 326 del codice penale ndr) preservando la rivelazione del segreto solo per un procedimento amministrativo all’epoca in corso davanti alla prefettura di Teramo. Intanto lunedì a Catanzaro sarà molto probabilmente la richiesta di ricusazione del presidente del collegio giudicante Tiziana Macrì, presidente della sezione penale del Tribunale di Vibo, l'argomento principe della prima udienza per gli imputati a processo con il rito immediato: l'ex parlamentare di Forza Italia e avvocato del foro di Catanzaro Pittelli, l'ex sindaco di Nicotera Salvatore Rizzo, l'imprenditore Mario Lo Riggio e l'avvocato Giulio Calabretta.
La questione è stata posta già all'indomani della sentenza emessa, proprio dal collegio presieduto da Macrì, nei confronti del clan Soriano di Filandari, lo scorso 26 ottobre. Il processo, nato dall'operazione "Nemea" conteneva, infatti, anche contestazioni contemplate nell'inchiesta “Rinascita-Scott” e questo potrebbe spingere i legali degli imputati a chiedere al giudice di astenersi dal processo avendo già emesso sentenza sull'esistenza del clan Soriano.(d.p.)
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