Naselli non risponde al gip e va al Riesame

27 Dicembre 2019

L’ex comandante provinciale dei carabinieri accusato di rivelazione d’ufficio e associazione mafiosa

TERAMO. L’ex comandante provinciale dei carabinieri Giorgio Naselli non risponde al gip e ricorre al tribunale del Riesame. Il tenente colonnello dei carabinieri, arrestato nell’ambito di una maxi operazione contro la ’ndrangheta e accusato di rivelazione di segreti d’ufficio e associazione mafiosa, il 24 dicembre è comparso davanti al gip del tribunale di Santa Maria Capua a Vetere (località in cui si trova rinchiuso nel carcere militare) per l’interrogatorio di garanzia disposto per rogatoria dal gip di Catanzaro. In quella circostanza si è avvalso della facoltà di non rispondere. Così spiega il suo legale, l’avvocato Gennaro Lettieri: «Giorgio Naselli si è avvalso del diritto di non rispondere all’interrogatorio per la sola ragione che il gip di Santa Maria Capua a Vetere, a tal fine delegato, non aveva alcuna cognizione del processo, tant’è che, come immediatamente stigmatizzato dalla difesa, all’interno del fascicolo del gip erano contenuti esclusivamente la delega del giudice di Catanzaro e l’avviso all’indagato e alle altre parti del processo. Neppure un volume, il 29°, della ordinanza Gratteri da cui desumere, sia pure sommariamente, i fatti addebitati. Giorgio Naselli risponderà agevolmente alla contestazione dell’addebito dinanzi al tribunale della Libertà di Catanzaro essendo stato già domandando il riesame dell’ordinanza». Naselli, finito in carcere con altre trecento persone, secondo l’accusa avrebbe rivelato indagini in corso all’avvocato ed ex parlamentare di Forza Italia Giancarlo Pittelli, ritenuto uomo di fiducia del boss Luigi Mancuso. Un rapporto quello tra Pittelli e Naselli che, sempre secondo la Procura, sarebbe nato negli anni in cui il militare è stato alla guida del reparto operativo di Catanzaro. Pittelli, scrivono i magistrati, «è determinatore e istigatore della condotta» del carabiniere.(d.p.)
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