Navarra: «Il Parco ha una ragione se è vivo e fruibile»

11 Giugno 2016

Il neo presidente non chiude a nuove infrastrutture «Dobbiamo ascoltare il grido di dolore della montagna»

TERAMO. Finalmente Tommaso Navarra, avvocato teramano di 49 anni, ha potuto essere presentato ai cittadini dal governatore D’Alfonso come presidente del Parco nazionale Gran Sasso-Laga. Il battesimo è avvenuto ieri in Provincia, due giorni dopo il decreto di nomina firmato dal ministro dell’Ambiente. È stata una nomina osteggiata da più parti, con polemiche e denunce, tanto che Luciano D’Alfonso ha detto: «Hanno sbagliato quei pochi che, in questi mesi, hanno rallentato una nomina da dieci e lode. Ringrazio i tanti, invece, che hanno sostenuto l'avvocato Navarra, compreso l'onorevole Paolo Tancredi». E ha sottolineato: «Per il Parco ora si apre una nuova fase».

Per capire come sarà questa nuova fase basta stuzzicare Navarra su qualche tema. Uno, le nuove infrastrutture di cui si parla da tempo a servizio del turismo montano (strada Forca di Valle-Prati di Tivo, altri impianti sciistici). Il neo presidente dice: «Il Parco ha una ragione se ha vita al proprio interno. Le matrici ambientali gli danno il pregio e la ragione di tutela, l’uomo fa la comunità. La legge quadro che istituisce i Parchi prevede come funzione essenziale la tutela dell’economia agro-silvo-pastorale e delle vocazioni del territorio. Basta andare in altre realtà per comprendere che la montagna fruita e fruibile diventa fonte di ricchezza per la comunità. Saranno i tecnici naturalmente a fare tutte le verifiche sapendo che è troppo semplice dire no, e noi abbiamo il dovere di dire sì alle esigenze e al grido di dolore che viene dalla montagna».

Altro tema: proverà a convincere il Comune di Teramo a entrare nel Parco? «Teramo non ha le stesse matrici ma è necessario che abbia un’interrelazione con il Parco e questo serve sia al versante teramano che a quello aquilano. I due polmoni dell’area protetta sono le due coste, Adriatico e Tirreno, è da lì che arrivano i visitatori, e ci vogliono le stazioni intermedie. Teramo per questo ha una funzione centrale, così come ce l’hanno Pescara e Montorio. Peraltro ci sono Comuni pedemontani, come Castel Castagna, che non sono nel Parco e abbiamo bisogno anche di loro».

Un sogno nel cassetto? «Baciare la mano a papa Francesco sul Gran Sasso e presentare la sua enciclica “Laudato sii” davanti al Calderone, il ghiacciaio più a sud d’Europa, che il mutamento climatico rischia di far scomparire».

Insomma: l’afflato ambientalista di Navarra esiste ancora, ma a quanto pare sarà coniugato con una massiccia dose di realismo, senza chiusure fondamentaliste.(d.v.)

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