Ncd si schiera con Sorgi «È un tecnico preparato»

13 Febbraio 2016

TERAMO. La nomina alla direzione dell’Adsu di Teramo di Antonio Sorgi, il plurinquisito dirigente regionale, ribattezzato nelle intercettazioni come “Re Sole”, da cui prese il nome una delle...

TERAMO. La nomina alla direzione dell’Adsu di Teramo di Antonio Sorgi, il plurinquisito dirigente regionale, ribattezzato nelle intercettazioni come “Re Sole”, da cui prese il nome una delle inchieste che lo vedono coinvolto, quella sul cimitero di Francavilla, piace al consigliere regionale di Ncd Giorgio D’Ignazio. Dopo il rettore Luciano D’Amico, che ha speso parole di apprezzamento professionale per il dirigente, anche D’Ignazio prende posizione ma per stigmatizzare le dichiarazioni del presidente Luciano D’Alfonso che invece ha giudicato «inopportuna» la nomina di Sorgi. «Incomprensibili le parole del governatore», dice D’Ignazio, «che dimostrano scarsa attenzione per l’importanza che rivestono a Teramo l’università e l’Azienda per il diritto agli studi universitari. Non entro nel merito delle vicende giudiziarie, ma mi limito a constatare che l’apprezzamento sulla preparazione di Sorgi è riconosciuta all’unanimità da quanti lo hanno visto al lavoro ed è trasversale. È l’unico che può riuscire a portare a Teramo l’antica ambizione della casa dello studente insieme all’ottimo lavoro che sta facendo il rettore D’Amico di cui ho avuto modo di apprezzarne la concretezza fin dai tempi in cui sedevo nel Cda dell’ateneo». Ma è vero che Sorgi è una figura indicata dal centrodestra? «Sorgi non è stato indicato dal centrodestra», dice D’Ignazio, «ma noi non ci siamo opposti poiché abbiamo riconosciuto il suo valore professionale». Sulla nomina ha invece preso duramente posizione il circolo di Teramo di Sel, secondo cui «la scelta segna, ancora una volta, un elemento di continuità con la precedente giunta regionale guidata da Gianni Chiodi. La scelta del Cda dell’Adsu» dice il coordinatore provinciale Stefano Ciccantelli «appare incredibile anche alla luce dei processi in corso e dell’operato di certo non entusiasmante del dirigente in altri importanti organi regionali come il comitato Via. Siamo una forza politica che crede nei principi cardine del garantismo ma sappiamo scindere questo aspetto dall’opportunità politica di tali nomine».

Marianna De Troia

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