Necropoli romana spunta nel cantiere del Globo

20 Luglio 2017

Sono tombe del II-III secolo dopo Cristo, interviene la Sovrintendenza archeologica In fase di stallo la più grande operazione edilizia in corso in città, ma non è stata bloccata

TERAMO. Una necropoli romana del II-III secolo dopo Cristo affiora dal cantiere per la realizzazione del nuovo grande magazzino Globo, nell’area industriale ex Adone. E i lavori di quello che al momento è il più grosso intervento edilizio in corso in città – oltre al negozio sono previsti appartamenti, altri spazi commerciali, un parcheggio e un’area verde – sono destinati a subire un inevitabile rallentamento, anche se l’impresa committente, la Cosmo srl dell’imprenditore Nicola Di Nicola, assicura attraverso il suo legale, Gabriele Rapali, che non sono stati bloccati dalla Sovrintendenza archeologica. Di fatto, negli ultimi giorni in cantiere non si è visto nessuno. Ma si tratta di un inevitabile momento di stallo dovuto alla necessità di approfondire la scoperta.
I lavori, nell’ex Adone, sono partiti alcuni mesi fa dopo una lunghissima fase preparatoria. Del progetto di trasferimento di Globo da viale Crispi alla limitrofa area dietro alla stazione, con contestuale riqualificazione di tutto lo spazio una volta industriale, si parla da oltre cinque anni: ma prima delle lungaggini burocratiche, poi la necessità di bonificare un terreno dove prima c’era un’industria metalmeccanica, hanno fatto slittare l’avvio della fase di cantiere vera e propria. Quando l’intervento sembrava decollare, ecco la sorpresa: dal terreno sono venute fuori sette-otto tombe romane “a cappuccina”, chiamate così perché la copertura in tegole della fossa ricorda il cappuccio di un frate. Si tratta, evidentemente, di una necropoli. Quasi certamente di età imperiale e probabilmente “gemella” di quella a suo tempo scoperta dalla parte opposta della città, a monte della Cona.
Ovviamente il direttore dei lavori, l’architetto Marco D’Annuntiis, ha informato subito la Sovrintendenza regionale archeologica. Che ha cominciato a inviare settimanalmente propri ispettori sul posto e ha chiesto all’impresa di nominare due archeologi per catalogare i reperti e sorvegliare il prosieguo dei lavori. È chiaro che bisognerà procedere negli scavi con grande cautela e capire l’estensione della necropoli, la quale successivamente dovrà essere salvaguardata con una inevitabile variante al progetto. Un provvedimento di fermo da parte della Sovrintendenza, però, al momento non c’è.
La cifra che il gruppo Globo sta investendo nel progetto teramano è multimilionaria, anche se non è mai stata resa nota pubblicamente (né è indicata sui cartelli di cantiere). Solo per gli oneri concessori, anni fa, la ditta ha sborsato 600mila euro. Il gruppo commerciale della famiglia camplese Di Nicola con sede a Corropoli, del resto, è una delle aziende più floride della provincia: è arrivato a occupare 1.600 dipendenti ed ha punti vendita in ogni angolo d’Abruzzo e in altre regioni.
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