«Negavano che esistesse la mafia»

26 Ottobre 2018

Pellegrini, il braccio destro di Falcone, racconta la Palermo dell’82

ROSETO. «Trovammo un ambiente assolutamente ostile, perché la maggior parte dei funzionari e dei magistrati negavano l’esistenza di un’organizzazione mafiosa. Invece la mafia esisteva da oltre 100 anni». Il generale dei carabinieri Angiolo Pellegrini ha descritto così la situazione di Palermo nel 1982, prima del suo approdo nel comando della sezione anticrimine dei carabinieri, ai ragazzi dell’istituto Moretti di Roseto. Fra i più stretti ed apprezzati collaboratori del giudice Giovanni Falcone, l’ufficiale è stato protagonista ieri mattina di uno degli eventi di spicco del 23°Premio Borsellino.
Nell’occasione Pellegrini ha portato ai ragazzi la propria testimonianza di combattente di rilievo nella lotta alla mafia, racchiusa nel libro "Noi gli uomini di Falcone", uscito nel 2015. «Noi iniziammo a fare indagini non più sul singolo delitto o sul singolo mafioso, ma con un procedimento complessivo sul fenomeno», ha ricordato. L’incontro è stato introdotto da un paio di alunni che hanno ringraziato Pellegrini per il proprio impegno nella guerra a Cosa Nostra e letto un passo del libro scritto dal generale, infine la dirigente scolastica Sabrina Del Gaone ha concluso il preambolo, dichiarando il proprio orgoglio nell’ospitarlo al "Moretti" per la terza volta. Nel suo discorso, il generale si è soffermato sulla guerra di mafia che portò i corleonesi a capo dell’organizzazione che più tardi sarebbe stata conosciuta come Cosa Nostra e della scoperta del coinvolgimento di figure insospettabili.
Piergiorgio Stacchiotti
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