«Negozi-copertura per attività illegali»

9 Agosto 2016

L’allarme del questore dopo il caso delle sessanta bici rubate scoperte negli scantinati di due commercianti marocchini

TERAMO. E’ il piglio dell’investigatore, quello del poliziotto da strada acquisito in tanti anni a capo delle squadre mobili di mezza Italia, che gli fa dire: «Spesso le attività commerciali nascondono attività illegali e su questo noi stiamo lavorando». Il questore Enrico De Simone prende spunto dal caso delle sessanta biciclette recuperate negli scantinati di due cittadini marocchini che gestiscono un negozio di frutta ad Alba Adriatica per definire i contorni di quella microcriminalità che mina il senso di sicurezza. A cominciare dalla costa dove in questo periodo si concentra la maggior parte delle presenze turistiche, dove in estate il numero dei residenti triplica e dove la polizia ha attivato un presidio a Martinsicuro. «Ed è una presenza importante sul territorio», ha detto De Simone, «perchè già stando i suoi frutti. I risultati ci sono perchè i cittadini sono pronti a segnalare, a raccontare, a denunciare. Ed è evidente che la nostra presenza, anche grazie agli agenti del Reparto prevenzione crimine di Pescara, diventa ogni giorno più capillare in una zona dove le emergenze sono tante. Perchè è con la presenza sul territorio che si garantisce la sicurezza». Intanto da oggi sul sito della questura saranno inserite tutte le foto delle sessanta biciclette recuperate ad Alba e Teramo, in due scantinati affittati dai commercianti che sono stati denunciati per ricettazione. Chi ha subìto il furto della bici, dopo aver visto le foto sul sito della questura, può presentarsi negli uffici di viale Bovio esibendo copia della denuncia. Le biciclette, secondo la ricostruzione della polizia (le indagini sono della squadra mobile), sono il provento di numerosi furti messi a segno sulla costa non solo teramana, ma probabilmente anche marchigiana. Si tratta di biciclette di valore, alcune anche elettriche, che erano già state smontate e imbustate. Molto probabilmente pronte ad alimentare il mercato clandestino, anche all’estero.(d.p.)

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