Negozianti in rivolta, richieste al Comune

In 40 si riuniscono e sollecitano innanzitutto lo slittamento di 12 mesi per tutte le imposte
GIULIANOVA. Sono stati circa 40 i commercianti che, giovedì sera, hanno risposto all’appello di Gianni Massi e hanno partecipato alla riunione in sala Buozzi arrivando a formalizzare tre richieste: dilazione in 12 mesi di tutte le imposte per le attività commerciali e partite Iva (pagando in aggiunta, nella prima rata, gli interessi legali al Comune); convocazione di un incontro con l’amministrazione in cui i tecnici comunali spieghino ai cittadini come il Comune gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti e lo spazzamento e, in ultimo, reperire 500mila euro di fondi (anche europei) da investire nel settore turismo, fonte primaria dell’economia giuliese. La riunione, nonostante la pioggia che ha impedito a molti di recarsi al Paese, è stata molto animata visto che la problematica affrontata, quella delle tasse, è sentita non solo dai commercianti e dal popolo di partite Iva, ma anche dai normali cittadini.
Il punto di partenza della discussione è stato la riunione svoltasi al Kursaal due anni fa in cui moltissimi commercianti incontrarono il sindaco Francesco Mastromauro e l’allora assessore al commercio e turismo Archimede Forcellese. Le aspettative e le promesse, tuttavia, secondo il parere dei presenti, non sono state rispettate e si è resa dunque necessaria un’ulteriore forma di protesta (pacifica come quella fatta durante il consiglio comunale del 29 settembre, quando si approvò il regolamento per Tasi e Tari), ma più concreta, come la presentazione delle richieste di dilazione per il pagamento delle tasse per commercianti, ma anche per cittadini. Durante il dibattito, condotto da Massi, è stata proposta poi una riduzione, per i prossimi anni, dal 30 al 50 per cento della Tari per tutti e anche di pubblicare on-line, sul sito del Comune, l’importo pagato da tutte le categorie in base ai metri quadri dell’attività. È stato toccato poi, l’argomento dei mercatini estivi che, oltre a creare problemi di viabilità e concorrenza sleale per le attività annuali, non sono soggetti al pagamento della Tari (che poi, di conseguenza, tocca pagare ai cittadini). «L’economia delle partite Iva reali», ha commentato Massi, commerciante anche lui, «è l’unica in grado di far ripartire la nostra città». All’incontro hanno partecipato anche i rappresentanti delle associazioni di categoria come Confcommercio, Confartigianato e Silbe-Fibe, che hanno manifestato la loro solidarietà. Massi, dunque, si è impegnato a raccogliere tutte le richieste di dilazione dei commercianti e dei cittadini per poi protocollarle tutte insieme, nell’attesa che l’amministrazione dia una risposta. (m.t.)
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