Nel 2016 21 vittime con un calo del 25%

10 Gennaio 2017

Ma sono aumentati i conducenti di motocicli e biciclette travolti Le più pericolose sono le fondovalli, luglio e agosto i mesi neri

TERAMO. Se da 28 morti si passa, da un anno all’altro, a 21 – con un calo secco di un quarto, ovvero del 25 per cento – non si può non parlare di un bilancio positivo. La premessa statistica è fondamentale, perché di bilanci e di numeri si parla; sul piano umano è chiaro che 21 morti in un anno sulle strade di una piccola provincia come quella teramana rappresentano comunque un prezzo intollerabile. Se poi si allarga ulteriormente lo sguardo (vedi infografico nell’altra pagina) e si risale fino all’inizio degli anni Duemila, quando non era ancora entrata in vigore la patente a punti, ci si rende conto facilmente che nel nostro territorio in materia di incidenti stradali un progresso netto, sebbene non continuo ma soggetto a rialzi, c’è stato. E il bilancio del 2016 diventa ancor più accettabile, per quanto lasci comunque l’amaro in bocca.

NOI E L’ISTAT. I numeri che leggete in questa pagina sono quelli raccolti, “archiviando” gli incidenti mortali man mano che accadono, dalla redazione teramana del Centro. Un lavoro cominciato a fine anni Novanta, da allora riproposto ad ogni inizio di nuovo anno e che, anche se non ha la pretesa di essere completo al cento per cento (può accadere che qualche vittima che muore dopo mesi dall’incidente sfugga), si avvicina notevolmente ai dati nazionali ufficiali, quelli dell’Istat.

ESTATE NERA. La caratteristica del 2016 appena trascorso è stata quella di aver concentrato buona parte delle tragedie nei mesi estivi: tra luglio e agosto ci sono stati nove sinistri mortali, quasi la metà del totale. Non è un fenomeno nuovo, visto che con il caldo circolano più utenti cosiddetti “deboli” della strada: non parliamo tanto dei pedoni, che sono a rischio in qualsiasi periodo dell’anno, quanto soprattutto di motociclisti e ciclisti. L’anno scorso i conducenti di motoveicoli a perdere la vita sono stati sei, quattro in impatti con veicoli a quattro ruote e due uscendo di strada; i ciclisti morti sono stati tre, tutti in impatti contro autoveicoli. Se stringiamo il campo alle vittime che viaggiavano su due ruote, il 2016 è andato peggio del 2015, quando i motociclisti morti erano stati quattro e i ciclisti due. Invece c’è stato un nettissimo progresso per quanto riguarda i pedoni: cinque uccisi nel 2015, solo due nel 2016 (e uno di questi travolto dal suo stesso mezzo, che si era sfrenato e che stava tentando di fermare). Se però andiamo oltre il conto dei morti non possiamo non riscontrare che gli investimenti di pedone continuano ad essere una vera e propria piaga della provincia e in particolare di Teramo città. L’anno scorso, tanto per dire, il Comune ha dovuto eliminare per disperazione l’attraversamento all’imbocco di piazza Garibaldi, dove veniva falciato un pedone alla settimana.

STRADE E ROTONDE. Quanto alla geografia degli incidenti mortali 2016, spicca il grande ritorno sulla scena della statale 80, che da Giulianova risale il Tordino, attraversa Teramo e si addentra nel territorio montano verso L’Aquila. Cinque morti su quest’arteria, in punti diversi e lontani tra loro, potrebbero essere un puro caso oppure no. Il dato però è eclatante e si abbina naturalmente quello dei tre morti sulla Sp 8 e dei due su Sp 1 e Sp 259: anche queste strade di fondovalle, che dal mare vanno nell’interno. Gli specialisti della Polstrada non hanno dubbi: «Per ridurre la pericolosità di queste strade sono fondamentali le rotatorie, che oltre a rallentare la velocità stimolano l’attenzione dei guidatori». A proposito di rotonde: quella da poco realizzata sul Lotto zero ha impedito il ripetersi di ingressi contromano sulla superstrada Teramo-mare, perché era in quel punto che automobilisti poco avveduti sbagliavano. E c’è ancora chi dice male delle rotonde!

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