Nel primo giorno di test trovati 40 studenti positivi

8 Gennaio 2022

Effettuati quasi duemila tamponi tra Teramo, Atri, Pineto e Sant’Egidio Il Pd accusa: «Regione e Asl disorganizzate, hanno scaricato tutto sui sindaci»

TERAMO. Sono stati quasi duemila i tamponi effettuati sulla popolazione scolastica del Teramano ieri, nella prima delle tre giornate della campagna disposta dalla Regione Abruzzo con l’obiettivo di garantire un rientro a scuola, lunedì, il più sicuro possibile. Per la precisione i test sono stati 1.979, eseguiti per oltre metà a Teramo capoluogo (1.028) e per il resto a Pineto, Atri e Sant’Egidio alla Vibrata. Gli studenti trovati positivi sono stati 40, dunque circa il 2%, anche se per alcuni di loro l’esito del tampone è dubbio e il test dovrà essere ripetuto. Entrando nel dettaglio, a Teramo i positivi sono risultati 18 (dei quali quattro dubbi): sette della primaria, quattro della secondaria di primo grado e sette della secondaria di secondo grado. L’affluenza, nel capoluogo, è stata del 64% rispetto alla platea attesa ieri. Una risposta molto incoraggiante di alunni e studenti teramani, dunque, come testimoniano le lunghe file che si sono create fuori dal palazzetto dello sport di Scapriano e dalla palestra Molinari. Tra gli altri Comuni coinvolti ieri nella campagna, solo quello di Pineto ha fornito i propri dati: i test effettuati sono stati 394, gli alunni trovati positivi sono stati sette. Gli amministratori pinetesi hanno definito «molto partecipata» la prima giornata di screening nel centro adriatico.
IL CASO SILVI. A Pineto si sono presentate per fare il test alcune insegnanti del locale istituto comprensivo, convinte che la campagna fosse aperta anche al personale docente e non docente. Ad alimentare questa convinzione era anche l’avviso pubblicato dal Comune di Silvi sulla propria pagina Facebook, e riportato dal nostro quotidiano nell’edizione di ieri. In base a quanto vi si legge (fino a ieri sera non era stato rimosso), oggi e domani a Silvi non sarebbero stati solo gli alunni a essere testati ma tutto il personale scolastico. Questo ha portato Maurizio Brucchi, direttore sanitario della Asl nonché coordinatore regionale della campagna, a diffidare l’amministrazione di Silvi, chiedendole di attenersi all’ordinanza regionale. In realtà si è trattato di un errore, come l’ufficio stampa del Comune di Silvi ha comunicato alla redazione ieri: quel messaggio su Facebook era stato preparato prima che la Regione limitasse i test ai soli studenti a causa della carenza di tamponi, e non è stato rimosso tempestivamente.
LE CRITICHE. Oltre a quelle dei genitori dei bambini delle scuole dell’infanzia, rimasti fuori dai test, e dell’Anci abruzzese, che ha dato loro ragione, sono arrivate forti critiche alla campagna dal Pd provinciale. In una nota firmata dal segretario Piergiorgio Possenti si parla di «mancanza di organizzazione e assenza di qualsiasi pianificazione da parte della Regione e della Asl», ree di aver chiesto ai sindaci «di farsi carico della logistica e di tutta l'organizzazione dell'operazione, compreso il reperimento del personale amministrativo e sanitario. Ad aggravare la situazione, scarseggiando evidentemente i tamponi sia nasali che salivari che la Regione avrebbe dovuto reperire, è ciò che implicitamente la governance regionale ha imposto alle aziende sanitarie locali, ovvero di tagliare fuori dallo screening tutta la fascia dei bambini dell’infanzia e il personale scolastico. Una scelta assolutamente non condivisibile». (d.v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .