Nel primo processo maxi condanne per gli imprenditori

Sei anni a Maurizio Di Pietro e Guido Curti, tre a Nicolino Di Pietro e la confisca delle quote delle società De Immobiliare e Kappa Immobiliare. Così il 24 febbraio del 2014 il collegio del...
Sei anni a Maurizio Di Pietro e Guido Curti, tre a Nicolino Di Pietro e la confisca delle quote delle società De Immobiliare e Kappa Immobiliare. Così il 24 febbraio del 2014 il collegio del tribunale di Teramo presieduto da Giovanni Spinosa sentenziò a conclusione del processo di primo grado sul cosiddetto crac Di Pietro, una bancarotta da circa 20 milioni di euro che nel 2012 aveva portato in carcere per alcuni mesi i tre imprenditori teramani. Un processo scaturito dopo la richiesta di giudizio immediato del pm Irene Scordamaglia (nella foto) che con un lavoro certosino ha ricostruito un complesso e vorticoso giro un vorticoso giro in banche e finanziarie di mezza Europa (Svizzera, Gran Bretagna, Cipro). Dopo il processo di primo grado si è in attesa dell’appello. All’epoca il pm chiese il giudizio immediato per i tre in considerazione del fatto che per loro c’era stata la detenzione. Successivamente c’è stata la richiesta di rinvio a giudizio per gli altri sette per cui è in corso il secondo processo davanti al collegio.

